L’ingegnere dopo l’addio al Comune: «Cacciato? No, mi sono dimesso»
Santa Teresa, Giampiero Cassitta risponde alla sindaca Nadia Matta sul caso Puc
Santa Teresa L’ingegnere Giampiero Cassitta, professionista di lungo corso, non ci sta a passare per il tecnico cacciato dal Comune di Santa Teresa dopo decenni di collaborazione. Così interviene dopo che la sindaca Nadia Matta, la scorsa settimana attraverso i social, aveva annunciato di aver interrotto qualsiasi tipo di rapporto con l’ingegnere incaricato parecchi anni fa a disegnare il Puc del paese. La prima cittadina, nel suo lungo post, aveva parlato di una svolta necessaria per il Comune e anche di una collaborazione ormai logorata dal tempo. L’ingegnere Cassitta, molto conosciuto in Gallura e autore di numerose opere e diversi piani urbanistici, specifica subito di non essere stato cacciato dalla sindaca, avendo interrotto il proprio rapporto professionale «prima che fosse adottata la revoca dell’incarico».
Poi il professionista, che annuncia anche azioni legali, va dritto al punto. «Tale decisione si fonda, pertanto, su motivazioni palesemente strumentali e fuorvianti – scrive Giampiero Cassitta –. Faccio presente, infatti, che il Puc fu approvato dal consiglio comunale già nel 2014, sulla base degli studi ed elaborati previsti dall’incarico conferitomi. Successivamente ai rilievi svolti in fase istruttoria dalla Regione sarda, ho provveduto a redigere ulteriori elaborati che ho avuto modo di trasmettere agli uffici competenti e allo stesso sindaco, nonché di illustrare tali elaborati alla maggioranza consiliare. Dopo circa due anni di silenzio, anche in violazione di quanto previsto dall’articolo 5 della convenzione che ebbi a stipulare nel 2009, che impone alla stessa amministrazione di comunicare al redattore del piano le proprie decisioni in merito, ho ritenuto che mancassero le condizioni per la prosecuzione della mia attività, addivenendo appunto alla decisione di rassegnare le dimissioni».
Cassitta spiega di voler tutelare la sua immagine. «Pertanto – fa sapere l’ingegnere attraverso una nota –, mi pare palesemente ingiusto e gravemente lesivo della mia reputazione personale e professionale far ricadere sullo scrivente le ragioni che hanno impedito l’attuazione di uno strumento così importante, già redatto e adottato ben dodici anni or sono. Prendo atto, tuttavia, con profonda amarezza delle motivazioni assunte dall’attuale amministrazione comunale, riservandomi a questo punto di tutelare i miei diritti dinanzi alle sedi competenti». (d.b.)
