Elezioni a Olbia: il sindaco Nizzi non può ricandidarsi, il suo successore è un rebus. E nel Pd si pensa a Giuseppe Meloni
Il primo cittadino dice di avere l’identikit del candidato ma il nome è ancora top secret
Olbia Almeno nella sua testa il nome sicuramente esiste. Lo aveva ammesso due giorni prima di Natale durante la conferenza stampa di fine anno: «È olbiese ed è un politico, non è un tecnico». Poi basta. Il quattro volte sindaco Settimo Nizzi, parlando del suo successore, aveva preferito non aggiungere altro. Forse non ne ha parlato neanche con i suoi ed è ancora prematuro sparare nome e cognome quando alle comunali di Olbia manca ancora più di un anno. In ogni caso la scadenza si avvicina e in tanti, nel centrodestra e non solo, fremono per capire chi sia il prescelto, l’uomo (o la donna) chiamato a guidare la coalizione a 30 anni esatti dalla prima elezione di Nizzi a sindaco. La rosa dei nomi, in ogni caso, è sempre quella: da Pietro Carzedda a Sabrina Serra, da Angelo Cocciu a Marco Balata. Si vedrà. Di certo ne vorrà approfittare il centrosinistra: per la prima volta dopo 20 anni l’avversario non sarà Nizzi – non ricandidabile per via del limite del secondo mandato – e l’occasione, per come sono andate le cose in città negli ultimi decenni, sembra essere più unica che rara. Pure in questo caso i nomi che circolano sono in parte gli stessi. Ivana Russu, per esempio, oppure Gianluca Corda e Rino Piccinnu. Anche se, ultimamente, a circolare con una certa insistenza è il nome di un esponente dem non proprio di secondo piano: il vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni.
Il centrodestra
Chiunque sia il successore, il suo compito non sarà di certo dei più facili. Difficile che Settimo Nizzi – che potrebbe anche aspirare alla presidenza della Regione – decida di farsi totalmente da parte senza far sentire il suo peso nelle decisioni che riguarderanno il futuro della città. Dato per buono il fatto che Olbia sia l’ultima roccaforte azzurra in Sardegna e che sarà ancora Forza Italia a esprimere il candidato, tra i papabili c’è sicuramente la vicesindaca e assessora alla Cultura Sabrina Serra: è noto che punti a un ruolo ancora più importante e la fascia tricolore potrebbe fare al caso suo. Dalla sua parte c’è un ampio consenso che pesca anche in zona centrosinistra, ma qualche problemino potrebbe emergere all’interno del suo partito. Perché qui ci sono altre persone che coltiverebbero il sogno di diventare sindaco da più tempo di lei. Per esempio Angelo Cocciu, in consiglio comunale da decenni, ex vicesindaco e oggi capogruppo di Forza Italia in Regione. A ogni tornata elettorale – almeno a Olbia – è quello che raccoglie più voti di tutti. Ma il problema è che neanche Cocciu, dentro il suo partito, è in grado di raccogliere solo applausi e consensi. Anche per lui, insomma, la strada che porta al palazzo di corso Umberto potrebbe presentarsi con qualche ostacolo di troppo. Poi ci sono l’assessore al Turismo Marco Balata, anche se ultimamente appare un po’ defilato, e il collega all’Urbanistica Bastianino Monni. Anche i loro, comunque, nomi non del tutto unitari. Una figura che potrebbe mettere tutti d’accordo è quella di Pietro Carzedda, amministratore di lungo corso, segretario provinciale di Forza Italia e storicamente molto vicino a Nizzi. Qualche tempo fa circolava il nome di Massimo Putzu, direttore generale dell’Aspo e pure lui molto vicino al sindaco. Ma risulta più un tecnico e Nizzi, a dicembre, nel suo identikit aveva invece inserito la clausola del politico. Allargando il raggio alla coalizione ci sarà poi da capire il ruolo di Fratelli d’Italia: a livello nazionale è il primo partito, ma a Olbia (nel 2021 parte di Fdi si schierò con il centrosinistra in chiave anti-nizziana) il suo peso nelle elezioni locali non è stato ancora del tutto testato e misurato.
Il centrosinistra
Dopo aver perso le ultime due elezioni per pochi voti, stavolta l’obiettivo è non sbagliare il colpo. A dettare la linea sarà il Pd e, tanto per cambiare, non si può parlare di un partito compatto e con le idee chiare. È difficile che Ivana Russu – capogruppo dem in consiglio, vicesegretaria regionale e anche lei con un passato da assessora – si candidi nuovamente come consigliera comunale. Negli ultimi tempi non ha negato di puntare anche lei alla fascia tricolore: può contare su un importante consenso personale, ma non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda il suo partito. Più volte Ivana Russu ha confessato di essersi sentita poco sostenuta dal Pd gallurese, per esempio alle regionali del 2024. Quasi isolata, insomma, nonostante gli incarichi che ricopre. Più o meno lo stesso discorso vale per Gianluca Corda: consigliere comunale anche lui con una buona base elettorale, non sarebbe proprio ai primissimi posti della lista dei papabili Pd. Da ricordare, inoltre, che sia Ivana Russu che Gianluca Corda, lo scorso settembre, furono tra i pochissimi a votare contro la lista unitaria che ha portato Settimo Nizzi (anche con l’appoggio del Partito democratico gallurese) alla presidenza della neonata Provincia Gallura. E a proposito di Provincia, e sempre in casa Pd, ci sarebbe anche l’ex amministratore straordinario ed ex assessore comunale Rino Piccinnu. Alcuni mesi fa, alla Nuova, aveva detto: «Io sindaco? Non è che non mi piacerebbe, è che non decido io». Insomma, è ancora tutto da vedere e da costruire. Anche se, sottotraccia, c’è chi starebbe lavorando per convincere addirittura Giuseppe Meloni. Vicegovernatore, in passato è stato già sindaco: non di Olbia (dove è comunque influente) ma del vicinissimo Comune di Loiri Porto San Paolo. Oggi Meloni è uno degli esponenti più importanti del Pd sardo e, prima di accettare una sfida non proprio da niente, dovrà sicuramente pensarci due volte. Allargando il discorso al resto della coalizione, il M5s sembrerebbe non avere alcuna chance di imporre un suo candidato sindaco. Infine c’è da capire come si muoverà l’area civica (con elementi di centrodestra) che alle ultime elezioni del 2021 confluì nella lista Liberi. I quattro consiglieri comunali del gruppo, ormai da diverso tempo, votano più con la maggioranza nizziana che con gli ormai ex alleati del Partito democratico.
