La Nuova Sardegna

Olbia

La sentenza

Pugni al naso e calci alla testa della fidanzata: condannato

Pugni al naso e calci alla testa della fidanzata: condannato

L’aggressione avvenuta a Porto Rotondo nel 2023, era stata soccorsa per strada da un vigilantes

2 MINUTI DI LETTURA





Olbia Picchiata brutalmente dal ragazzo che al tempo era il suo fidanzato. Presa a pugni in faccia e calci alla testa, mentre urlava «tu non mi conosci, questa volta ti ammazzo e ti faccio tornare a casa con la cannuccia». Accusato di lesioni gravi e rapina ai danni della giovane, un 29enne della provincia di Reggio Emilia, è stato condannato oggi 4 marzo dal tribunale di Tempio a 2 anni e 4 mesi di reclusione. I fatti al centro del processo sono accaduti nel maggio del 2023 a Porto Rotondo, dove i due fidanzati (ora ex), lavoravano come stagionali in un ristorante. Secondo la ricostruzione dei fatti, al termine di una cena con altri dipendenti, i due sarebbero andati nella loro stanza a dormire. E lì, sarebbe cominciato il litigio degenerato subito in un vero e proprio pestaggio.  Stando alle accuse della Procura di Tempio, il giovane l’aveva colpita con pugni al naso, inferti mentre urlava “te lo spacco”.

E, poi, ancora pugni alla fronte e calci alla testa, tirandole i capelli e stringendole le mani al collo. Calci, pugni e minacce di morte. Dopo qualche ora, stando sempre alle accuse, ci sarebbe stata un’altra aggressione. Il giovane avrebbe ripreso a picchiarla. Era riuscito a strapparle di mano il cellulare per impedirle di usarlo per chiedere aiuto. Lei a un certo punto era riuscita a divincolarsi dal suo aggressore, era fuggita via dall’alloggio del residence ed era corsa per strada. Mentre correva, piena di lividi e sanguinante, era stata soccorsa da un vigilantes in servizio nella zona.

L’uomo aveva chiesto l’intervento dei carabinieri di Porto Rotondo che avevano rintracciato l’aggressore e lo avevano arrestato. La ragazza era stata accompagnata all’ ospedale di Olbia, dove i medici le avevano assegnato 25 giorni di cure per le numerose contusioni riportate. Chiuse le indagini, la Procura di Tempio ha chiesto per lui il giudizio immediato. Oggi  la conclusione del processo con la condanna per entrambi i reati, pronunciata dal collegio presieduto da Caterina Interlandi. La ragazza era costituita parte civile con l’avvocato Antonello Desini. L’imputato era difeso dall’avvocata Rosanna Beifiori, del foro di Reggio Emilia. (t.s.)

Primo Piano
Serie C

Torres-Guidonia, le pagelle: Di Stefano e Sorrentino i migliori

di Andrea Sini
Le nostre iniziative