Olbia, mille studenti pronti a donare il sangue: otto istituti superiori coinvolti
Avis e dirigenti scolastici uniti per un vero cambio di passo: il gesto solidale dei ragazzi diventa continuo
Olbia Nell’aula magna dell’istituto di istruzione superiore Amsicora non viene presentato solo un progetto. Si tratta di un vero cambio di passo destinato a coinvolgere circa mille studenti di otto scuole superiori cittadine. L’obiettivo è chiaro: trasformare la donazione del sangue da iniziativa occasionale a impegno strutturato e continuo affidato ai giovani, accompagnati e sostenuti dai loro dirigenti scolastici. Da qui prende avvio il piano promosso dall’Avis di Olbia e accolto dalle scuole, che porterà gli alunni maggiorenni delle classi quarte e quinte a recarsi a turno al centro trasfusionale, in gruppi di 10-15, per garantire una raccolta costante di sacche a disposizione degli ospedali e dei pazienti talassemici.
A spiegare il senso dell’iniziativa, il cui titolo è “Dalla scuola al cuore” è stato il presidente dell’Avis di Olbia Gavino Murrighile. «È un vero cambio di paradigma – ha detto – perché ci consentirà non solo di aumentare le sacche raccolte, ma soprattutto di diffondere la cultura della donazione tra i giovani. Se portiamo un ragazzo di 18 anni a donare, ci assicuriamo un donatore per tutta la vita». Il progetto permetterà anche di misurare concretamente l’adesione degli studenti. In Sardegna, infatti, ogni anno vengono spesi circa 7 milioni di euro per acquistare sangue da regioni più virtuose come Lombardia, Piemonte e Veneto.
«Avere sangue disponibile sul territorio è fondamentale – ha ribadito Agostino Chiaffitella, presidente onorario dell’Avis Olbia –, anche per rispondere ai bisogni di circa 70 pazienti talassemici che necessitano di trasfusioni periodiche».
Per incentivare la partecipazione, l’Avis, che punta molto sul lavoro di squadra, assegnerà due borse di studio per ogni scuola tra gli studenti donatori, con un viaggio in una capitale europea estratto a sorteggio.
Sul valore educativo dell’iniziativa si sono soffermati i dirigenti scolastici presenti. Salvatorica Scuderi, preside del liceo classico Gramsci, ha evidenziato l’importanza di «fare cultura di volontariato dentro la scuola», insegnando ai ragazzi a guardare ai bisogni degli altri e definendo la donazione «un atto d’amore infinito». Il dirigente dell’istituto Amsicora Stefano Palmas ha richiamato invece il valore della solidarietà in una società sempre più individualista: «Il ringraziamento più grande sarà sapere che grazie al vostro gesto qualcuno si è salvato».
Dal tecnico “Attilio Deffenu” è arrivato l’impegno a sostenere concretamente il progetto. «Faremo di tutto perché i nostri ragazzi partecipino numerosi – ha ribadito il dirigente scolastico Stefano Stacca –. Basterebbe che il 20 per cento della popolazione donasse per raggiungere l’autosufficienza». Il vicepresidente dell’Avis e docente Ciro Punzo ha sintetizzato con pochissime parole il senso dell’iniziativa: «Una donazione può salvare una vita».
Tre gli aspetti centrali sottolineati da Gianluca Corda, dirigente del liceo scientifico Mossa (i suoi studenti saranno i primi ad andare a donare il sangue). «Il passaggio da evento sporadico a appuntamento stabile, la responsabilizzazione degli studenti chiamati a recarsi personalmente al centro trasfusionale e il valore di prevenzione sanitaria legato alle analisi gratuite effettuate ai donatori». La dirigente scolastica del liceo De André Maria Ivana Franca ha invitato i ragazzi «a sentirsi protagonisti attivi nella società e portavoce delle esigenze del territorio», mentre la preside del tecnico Panedda, Giuseppina Pino, ha concluso con un appello diretto: «Donate, ragazzi. E condividete questa esperienza nelle classi. Amatevi e amate gli altri». (s.p.)
