La Nuova Sardegna

Olbia

Verso il voto

Olbia, il Pd lancia la campagna elettorale: «Il candidato sindaco? Prima la coalizione»

di Dario Budroni

	Il segretario Pietro Spano insieme al dirigente Paolo Marcetti
Il segretario Pietro Spano insieme al dirigente Paolo Marcetti

Comunali, il segretario Pietro Spano agli iscritti: «Evitiamo gli errori del passato»

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Olbia La porta è aperta e alla prima parte dell’assemblea, pur essendo riservata ai soli iscritti, è ammessa anche la stampa. Mentre cominciano a circolare i nomi dei possibili candidati a sindaco, il segretario cittadino del Pd convoca tutti nella sede di via Danimarca per mettere qualche paletto e indicare una strada differente: «Prima la coalizione, poi il partito e infine l’uomo». Pietro Spano lo ribadisce più volte: quello che porterà alle comunali del 2027 dovrà essere un «percorso condiviso». In altre parole, ogni scelta dovrà essere presa insieme e non altrove. Al massimo ricorrendo anche alle primarie. Spano gioca così d’anticipo e di fatto inaugura, a un anno dal voto, la campagna elettorale dei dem. La priorità si dà alla costruzione di una coalizione «riformista e progressista» – chiamata a sfidare un centrodestra con Settimo Nizzi fermato dal limite del secondo mandato – e alla necessità di far arrivare il partito unito all’appuntamento del 2027, a differenza di quanto sta invece accadendo in altri centri galluresi in vista del voto di giugno.

La coalizione

Spano dice subito che sarebbe meglio evitare alcuni errori commessi in passato: «Nel 2021 ci fu un’ eccessiva frammentazione. Se non ricordo male, le liste furono otto o nove e spesso prive di un reale coordinamento politico, con una dispersione di energie, identità e consenso». Lo stesso Pd, in corsa senza simbolo, creò due liste diverse. «Fattore superato, un anno fa, con la creazione del gruppo unico del partito in consiglio comunale – ricorda Spano –. Nel 2027 dovremo tornare a essere il baricentro politico dell’alternativa, con la responsabilità di tenere insieme le diverse forze civiche e riformiste». Per quanto riguarda le alleanze, si guarda naturalmente a M5s e Avs, all’area di centro e all’area di tradizione autonomista. Non sembra essere nei piani il coinvolgimento – come fatto in passato – di alcune parti del centrodestra. «L’alleanza dovrà essere ampia, di centrosinistra e progressista – ribadisce Spano –. Naturalmente ci saranno le liste civiche. Per esempio quella del sindaco, ma una vera sfida sarebbe anche quella di promuovere una lista di soli under 30».

I nomi

Dai consiglieri Ivana Russu e Gianluca Corda fino al vicegovernatore Giuseppe Meloni, passando anche per l’ex amministratore della Provincia Rino Piccinnu: i papabili sono noti ma si è ancora molto lontani dalle discese in campo. «Il Pd può contare su grandi competenze – dice Spano –. Nella nostra comunità esistono personalità autorevoli e pienamente in grado di ricoprire la carica di sindaco. È una pluralità che rappresenta una ricchezza e dovremo essere responsabili. Il percorso di scelta non dovrà trasformarsi in un terreno di competizione interna attorno ai nomi. Dovremo favorire la sintesi e contribuire alla costruzione di una candidatura condivisa all’interno della coalizione».

L’idea di città

Nella sua relazione, naturalmente, il segretario del Pd si concentra anche sull’idea di città. Bocciato il grosso della visione nizziana, con passaggi anche sulla desertificazione del centro storico e sul caos rifiuti. «Olbia vive un paradosso profondo – dice Spano –. Alla crescita economica e demografica non corrisponde un adeguamento dei servizi e della qualità urbana».

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