Tempio, ritrovati due preziosi sigilli vescovili dell’Ottocento
La presentazione dei reperti nella cattedrale di San Paolo Apostolo
Tempio Un ritrovamento straordinario che arricchisce la storia ecclesiastica di Tempio e dalla Gallura – e il suo rapporto con la storia nazionale ed europea – verrà presentato sabato 28 marzo nella cattedrale di San Pietro Apostolo. Si tratta di due sigilli appartenuti al vescovo Diego Capece che costituiscono un documento di estrema importanza e che getta luce sul momento di discrimine tra la soppressione della Diocesi di Civita (Olbia) e la creazione di quella di Tempio, avvenuto nel 1839. I manufatti verranno riconsegnati al vescovo di Tempio-Ampurias, monsignor Roberto Fornaciari, dal luogotenente carica speciale Mauro Lai del comando carabinieri tutela patrimonio culturale-Nucleo Tpc della Sardegna. Saranno presenti la soprintendente Monica Stocchino, per la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Sassari e Nuoro, la soprintendente Maura Picciau, per la Soprintendenza archivistica della Sardegna, e Maria Passeroni, in rappresentanza della Soprintendenza archeologia Città metropolitana di Cagliari e Province di Oristano e Sud Sardegna.
Oltre alla presentazione degli oggetti e alla relazione in merito alla loro importanza storica, i militari del nucleo per la tutela del patrimonio culturale illustreranno la dinamica del ritrovamento e gli accertamenti di rito. I due manufatti sono preziosi documenti plastici legati a una serie di date, di personaggi e di eventi fondamentali per la storia ecclesiastica del nord Sardegna. Questa, a partire dalla sua condizione localistica, si sarebbe inscritta, nell’arco di un decennio, in quella europea e internazionale, della seconda metà del diciannovesivo secolo, attraverso figure note, come Carlo Alberto di Savoia-Carignano e Giuseppe Garibaldi, e meno note, eppure altrettanto importanti nella storia sarda, come l’allora vicario generale della Diocesi di Tempio Antonio Muzzetto, emancipando la storiografia sulla Sardegna da quella condizione di semplice storia locale a cui si è abituati.
