La Nuova Sardegna

Olbia

La sentenza

Motori marini venduti a 40mila euro come se fossero del 2017 ma erano del 2005: condannato broker nautico

Motori marini venduti a 40mila euro come se fossero del 2017 ma erano del 2005: condannato broker nautico

Era accusato di truffa aggravata

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Olbia La proposta era apparsa all’acquirente interessante: 40mila euro per due motori marini marca Mercruiser del 2016-2017, quindi, abbastanza recenti e nuovi – il fatto è avvenuto nel 2018 –, e con circa 200 ore di navigazione. Così il proprietario dell’imbarcazione che era alla ricerca di due motori da sostituire con i suoi, ormai vecchi, decide di fare l’acquisto: dopo aver firmato una scrittura privata col broker nautico che glieli aveva recuperati, Elias Mundula, 51 anni, domiciliato a Porto Rotondo, fa due bonifici intestati allo stesso broker per 40mila euro, appunto. Ma quando li riceve si accorge di essere stato vittima di un raggiro: i motori non erano in buone condizioni, né sembravano avere due anni di vita. Non erano neppure uguali a quelli che doveva sostituire come il broker gli aveva detto e quindi, per poterli piazzare, era stato necessario fare dei lavori sulla barca spendendo altri soldi. Ma la cosa peggiore è che non erano affatto del 2016-2017 bensì del 2005 come certificato, poi, dalla stessa casa produttrice Mercury. La truffa dei motori marini è finita al centro di un processo.

Imputato Elias Mundula, accusato di truffa aggravata. La giudice del tribunale di Tempio Adriana Grandolfo lo ha condannato a 8 mesi di reclusione senza concedergli la sospensione condizionale della pena, e al pagamento di una provvisionale di 15mila euro. La vittima del raggiro era costituita parte civile con l’avvocato Marco Petitta. Nel corso del processo è emerso che l’imputato aveva acquistato da un’altra persona motori e barca per 5mila euro e li aveva rivenduti praticamente come nuovi per 40mila euro. All’acquirente aveva fatto credere di venderli per conto di un presunto ex proprietario residente a Singapore. L’imputato era difeso dagli avvocati Alessandra Bartulli e Adalgisa Adinolfi del foro di Como. (t.s.) 

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