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Elezioni comunali in Gallura, crescono i rumors su un’alleanza tra vecchi avversari – Ecco chi sono

di Giuseppe Pulina
Elezioni comunali in Gallura, crescono i rumors su un’alleanza tra vecchi avversari – Ecco chi sono

A incuriosire e preoccupare i cittadini anche i nuovi meccanismi di voto

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Tempio Mancano due mesi alle amministrative e i dubbi non si dissipano. Anzi, sembrano aumentare. E non solo per l’esito, difficile da prevedere, di quello che sarà il verdetto dell’urna. La presenza di cinque candidati sindaci, tutti molto determinati, e di un numero ancor più alto di liste porterà a una frammentazione del voto. Tante sono le variabili e, così, le incognite, a partire da quello che sarà il ruolo del Pd, al momento privo di un direttivo dopo le dimissioni di Marina Tamponi.

Il ruolo del Pd

Tra le tessere mancanti di un puzzle elettorale ancora in via di formazione c’è, infatti, il Pd cittadino, incerto sul da farsi, anche se tra i cinque candidati alla carica di sindaco figura uno dei suoi tesserati. E non uno per così dire qualsiasi, visto che Romeo Frediani è l’ultimo sindaco di sinistra ad aver vinto le Comunali. La crisi del Pd, che ha avuto come effetto le dimissioni di Marina Tamponi e il tentativo, rivelatosi frustrante e dispendioso, di ricompattare un partito attraversato da mille spinte centrifughe, apre scenari che i rumours degli ultimi giorni rendono ancor più enigmatici.

Tali sarebbero se corrispondesse al vero la voce che dà il Pd impegnato nell’allestimento di una lista in sostegno del progetto elettorale del sindaco in carica, dal quale, a tale proposito, non si ricevono conferme, ma nemmeno smentite. Per molti sarebbe cosa fatta, di cui manca solo l’ufficializzazione. Se così fosse, sarebbe riuscito ad altri ciò che non è stato possibile a Marina Tamponi e, stando così le cose, nemmeno a Frediani. Si parla di interventi esterni e autorevoli, capaci, in pratica, di trasformare un partito che per cinque anni è stato un irriducibile oppositore di Addis in uno dei suoi nuovi alleati.

Il meccanismo di voto

A complicare il quadro generale non è solo la vicenda del Pd. C’è chi si preoccupa, e forse non a torto, del meccanismo del voto, che per i tempiesi sarà una novità assoluta. In tanti chiedono informazioni sul voto disgiunto, che consentirebbe di puntare su un determinato candidato sindaco e indicare poi due candidati consiglieri di un’altra lista. Sarà bene che ai cittadini vengano offerte occasioni e momenti di confronto per capire bene il meccanismo del voto, perché se è chiaro che a vincere sarà comunque il candidato sindaco più votato, non lo è altrettanto la ripartizione dei seggi tra i consiglieri eletti.

Di natura strategica è invece l’incognita del ballottaggio. Possibile che i cinque candidati non stiano pensando a un piano B da mettere in atto nell’eventualità più che probabile che non riescano a farsi eleggere al primo turno? Sino ad ora allo scoperto è uscita solo Gianna Masu, che, mettendo le mani avanti, ha chiarito sin da subito la totale autonomia della sua lista da partiti, non prendendo in considerazione eventuali alleanze future.

E gli altri candidati? Sarà difficile che si sbottonino su un argomento così delicato, dal quale può dipendere non poco l’esito finale del voto, perché se un elettore sapesse di future alleanze non gradite potrebbe fare scelte diverse sin dal primo turno.

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