Olbia, lavori infiniti al campo Caocci: «Un danno enorme per centinaia di atleti»
Il consigliere comunale Carbini: «Chiarezza sui tempi, non si può aspettare ancora»
Olbia Il campo Caocci del futuro sarà moderno e all’avanguardia, ma i tempi del cantiere si sono rivelati più lunghi del previsto e le società sportive, costrette per gli allenamenti a utilizzare impianti anche fuori Olbia, sono sempre più in difficoltà. Sul caso interviene così Eugenio Carbini, consigliere di minoranza del gruppo Liberi: «Porterò questo tema in aula, chiederò chiarezza sui tempi di completamento dei lavori e sulle soluzioni transitorie». L’intervento di Carbini arriva dopo il caso, riportato dalla Nuova, di alcuni allenamenti non autorizzati che sarebbero stati organizzati nelle ultime settimane all’interno del cantiere del Caocci, in particolare lungo una pista di atletica ancora chiusa, non terminata e non collaudata. «È pericoloso, ma al di là dell’episodio specifico questa è l’occasione per riportare al centro del dibattito un tema che conosciamo molto bene: la chiusura prolungata della pista di atletica che dura ormai da quasi tre anni».
Cantiere infinito
L’amministrazione Nizzi sta riqualificando da cima a fondo il Caocci e altri impianti del Fausto Noce, ma, per motivi mai chiariti, i lavori avanzano a passo di lumaca. «Il timore, condiviso da tutto il movimento sportivo, è che si ripeta ciò che abbiamo vissuto con il PalaDeiana, rimasto chiuso per sei anni – spiega Carbini –. Questo non può e non deve accadere di nuovo. A Olbia l’atletica leggera conta oltre 700 tesserati ufficiali, senza considerare l’indotto di famiglie, tecnici, appassionati e cittadini che hanno trasformato il Fausto Noce in una palestra a cielo aperto. Una comunità sportiva inclusiva, socialmente preziosa, capace di tenere tanti giovani lontani da derive pericolose. La chiusura della pista ha creato un disagio enorme, soprattutto a centinaia di giovani atleti che oggi non hanno la possibilità di allenarsi su un impianto adeguato. Parliamo di ragazzi con un potenziale importante: diversi hanno già mostrato qualità di livello regionale e alcuni anche nazionale. Ricordiamolo: Olbia ha espresso talenti capaci di firmare record italiani nelle categorie giovanili». Poi Carbini fa un esempio: «Un atleta come Francesco Mei, che negli ultimi anni, dai 1.500 ai 10.000 metri, ha dominato il panorama regionale, oggi è distante appena 40 secondi dal minimo per gli Assoluti. Quaranta secondi che, con una pista disponibile, con allenamenti di qualità sul tartan, con la possibilità di curare tecnica, passo, cambi di ritmo, avrebbe potuto colmare. E se questo vale per il mezzofondo, immaginate cosa significa per velocisti, saltatori, lanciatori. È un danno tecnico enorme e irrimediabile».
Le risposte
Poi un passaggio sul caso degli allenamenti non autorizzati. «È evidente che entrare in un cantiere è vietato e pericoloso – dice Carbini –. Questo non è in discussione. Ma io, questi ragazzi, li ascolto prima di giudicarli. Capisco il bisogno viscerale di allenarsi, la fame di competizione, l’odore dell’agonismo: sono la prova che il cuore sportivo di Olbia batte ancora forte. Ed è questa passione che dobbiamo proteggere. Tutte le società di atletica hanno atleti di valore da sostenere e valorizzare. Porterò questo tema in aula e mi auguro sinceramente che il sindaco, quel giorno, possa dirmi che il mio intervento è “fuori tempo massimo” perché i lavori sono già terminati. In quel caso lo ringrazierò di cuore, a nome di tutto lo sport olbiese». (d.b.)
