La Nuova Sardegna

Olbia

L’industria del mare

Fiera nautica, a Porto Rotondo 250 barche in vetrina

di Stefania Puorro
Fiera nautica, a Porto Rotondo 250 barche in vetrina

Dal 7 al 10 maggio la quinta edizione organizzata dal Cipnes Gallura e dalla Regione

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Porto Rotondo La nautica in Sardegna si rafforza, esporta e punta ad attrarre investimenti. Il settore vale oltre 43 milioni di euro di export, in aumento del 47%, con più della metà della produzione destinata ai mercati esteri. Su questi dati si fonda il piano triennale condiviso tra Regione e Cipnes: una strategia che mira a presentare il sistema produttivo dell’isola nelle principali fiere di settore, con dati e analisi, per aumentarne la visibilità e attrarre imprese interessate a investire e insediarsi nel territorio.

In questo contesto si colloca la quinta edizione della Fiera nautica di Sardegna, presentata ieri allo Yacht club e in programma dal 7 al 10 maggio a Porto Rotondo, che si conferma come il principale momento di incontro tra imprese, istituzioni e mercato.

Saranno circa 200 le imbarcazioni presenti, con 150 stand e circa 160 operatori. Il salone si presenterà con una configurazione più ampia, con soluzioni pensate per rendere più fluido il percorso. Accanto all’area espositiva, sono previsti anche momenti di confronto e dibattito tra operatori, istituzioni ed esperti del settore, dedicati ai temi dello sviluppo, dell’innovazione e delle prospettive della nautica.

Ad aprire la presentazione è stato il presidente del Cipnes, Livio Fideli: «La fiera ricalca la struttura degli altri anni, ma introduce appunto una novità importante con l’accordo triennale con la Regione per l’internazionalizzazione della nautica. Abbiamo lavorato nelle principali fiere internazionali, da Cannes a Genova fino alla Germania, entrando in contatto con imprenditori interessati a investire in Sardegna».

Fideli ha sottolineato anche la necessità di un’analisi approfondita del comparto: «Abbiamoaffidato all’Istituto Tagliacarne e ad Ambrosetti una mappatura completa della filiera nautica, per individuare punti di forza, criticità e ambiti di intervento. La fiera resta fortemente legata al territorio, ma si apre a operatori esteri interessati a investire, mantenendo come riferimento il valore e la qualità del made in Italy».

Per il responsabile organizzativo Angelo Colombo «questo è il momento in cui il lavoro svolto durante l’anno incontra il mercato e i potenziali clienti. Gli spazi sono stati ripensati coinvolgendo tutto il porto, con l’introduzione di piattaforme galleggianti».

Dell’evoluzione del progetto ha parlato il direttore generale del Cipnes, Aldo Carta: «La fiera si sta consolidando grazie a una forte sinergia tra territorio e Regione. Non è solo un evento espositivo, ma un luogodi conoscenza e integrazione tra filiere, dove trovano spazio imprese, artigiani, start-up e giovani. La nautica dialoga con altri comparti produttivi e apre nuove prospettive». Carta ha poi posto l’accento sul tema delle competenze: «Formazione e capitale umano sono fondamentali. Continuiamo così a rafforzare i percorsi professionali e universitari per rispondere alle esigenze delle imprese e trattenere i talenti».

Sulla stessa linea l’assessore regionale all’Industria, Emanuele Cani: «Abbiamo scelto di accompagnare questa fiera verso una dimensione industriale, spostandola da un ambito più turistico a quello della programmazione e della produzione. Dobbiamo certamente restare attrattivi sul piano dell’accoglienza, ma anche creare le condizioni per costruire le barche: è questo che genera valore e occupazione. La nautica è uno dei pilastri della politica industriale regionale. Stiamo lavorando su infrastrutture, portualità, formazione, energia e innovazione per costruire un sistema solido. L’obiettivo è creare imprese e lavoro e i primi risultati stanno arrivando. La fiera è uno degli strumenti attraverso cui questo percorso prende forma».

Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, ha evidenziato il lavoro svolto negli anni: «Abbiamo investito in infrastrutture, servizi e connessioni, creando le condizioni per lo sviluppo. Sono interventi concreti, spesso poco visibili, ma fondamentali per il funzionamento del sistema. Oggi questi risultati sono evidenti. Quando c’è una visione condivisa si riesce a costruire qualcosa di importante per Olbia, per il suo territorio e per tutta la Sardegna. Lo sviluppo passa dalla conoscenza, dalla formazione e dagli strumenti che mettiamo a disposizione delle nuove generazioni».

In chiusura, il direttore marittimo del Nord Sardegna Gianluca D’Agostino ha ricordato il valore del mare: «Non solo turismo, ma economia, lavoro e opportunità per i giovani. La fiera rappresenta un momento importante di confronto per costruire il futuro del settore».

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