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Atto intimidatorio a La Maddalena: manomessa l’auto del direttore del Parco – Che cosa è successo


	Giulio Plastina, direttore del Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena
Giulio Plastina, direttore del Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena

Nel mirino Giulio Plastina: «Gesto inspiegabile, potevo ammazzarmi e mettere a rischio la vita di tante persone»

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La Maddalena Un gesto grave, che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche e che viene definito da chi lo ha subito «un atto intimidatorio». Nel mirino Giulio Plastina, direttore del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, a cui è stata manomessa l’auto.

Tutto parte da una sensazione strana mentre è alla guida. La macchina non risponde come dovrebbe, qualcosa non torna. Si rende conto che c’è un problema e decide di farla controllare dal meccanico. È a quel punto che emerge la reale portata di quanto accaduto: i cinque perni della ruota anteriore sinistra erano stati rimossi, mentre quelli delle altre ruote erano stati volutamente allentati. Un dettaglio che rafforza l’idea di un gesto tutt’altro che casuale, compiuto da qualcuno quando l’auto era parcheggiata sotto casa.

«Il meccanico mi ha detto che mi sarei potuto ammazzare – racconta Plastina, ancora scosso –. E penso alle conseguenze che avremmo potuto causare anche agli altri, magari investendo qualcuno nel momento in cui non avessimo più avuto il controllo al volante. Sono infastidito, amareggiato, quanto avvenuto mi fa male». A pesare ancora di più è un elemento personale: «È mio figlio, che ha 20 anni, a usare soprattutto la macchina. Il pensiero va anche a quello che sarebbe potuto accadere a lui».

Ma non è ancora tutto. Nelle stesse ore è saltato fuori un altro episodio, stavolta avvenuto all’interno della sede del Parco. Un mezzo di servizio (una Toyota Yaris acquistata lo scorso dicembre) è stato trovato con un finestrino infranto. «Non credo possa trattarsi di un fatto slegato – osserva il direttore –. Ignoti, in questo caso, hanno scavalcato: il cancello era chiuso e solo così avrebbero potuto raggiungere il giardino della sede dell’ente». Sull’intera vicenda è stata presentata denuncia ai carabinieri della stazione. Le indagini, ovviamente, sono in corso e si concentrano anche sull’analisi dei filmati delle telecamere.

Nel frattempo a Giulio Plastina sono arrivati decine di messaggi di solidarietà (compresi quelli del suo Ente), segno di una vicinanza diffusa di fronte a un fatto grave che ha colpito non solo sul piano personale, ma anche per il ruolo che ricopre.

«Non riesco veramente a darmi una spiegazione. Mi occupo della gestione delle attività a mare e a terra, esprimo pareri, rilascio autorizzazioni, lavoro su regolamenti e disciplinari: ma non posso dire che quanto accaduto sia collegato a questo. Se dietro ci fossero decisioni che possono non piacere, è assurdo arrivare a questo punto. Non è accettabile mettere in pericolo la vita non di una, ma di tante persone».

Plastina rivendica anche il proprio modo di lavorare: «Sono sempre qui, al lavoro, dal mattino presto. Non mi sono mai sottratto al confronto e sono sempre disponibile con tutti per fornire chiarimenti o delucidazioni». Poi la condanna netta: «È una vigliaccheria gravissima». «Mi auguro che si possa arrivare ai responsabili anche attraverso i sistemi di videosorveglianza».

Nonostante tutto, Plastina non arretra di un centimetro e prosegue nel proprio incarico. «Resta però il peso di quanto sarebbe potuto accadere – chiude il direttore del Parco –. Un episodio che, per le modalità con cui è stato messo in atto, avrebbe potuto causare una tragedia».

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