Video choc sugli allevamenti intensivi in classe, il caso Alghero approda in Parlamento: cosa è successo
Nelle ultime ore è emerso che la lezione non sarebbe stata svolta soltanto in una quarta elementare, come inizialmente trapelato, ma anche in altre classi
Alghero Potrebbe approdare fino al Parlamento e all'attenzione del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara la vicenda che sta scuotendo la scuola primaria dell'Argillera di Alghero. Al centro delle polemiche l'incontro organizzato nelle classi con due rappresentanti dell'associazione Anonymous for the Voiceless, realtà che promuove il veganismo e i diritti degli animali. Intanto cresce la rabbia dei genitori, sempre più determinati a procedere con una denuncia nei confronti della scuola che ha autorizzato l'ingresso degli attivisti.
Nelle ultime ore, infatti, è emerso che la lezione non sarebbe stata svolta soltanto in una quarta elementare, come inizialmente trapelato, ma anche in altre classi, tra cui almeno una prima e una terza, coinvolgendo bambini ancora più piccoli. Tra i genitori che chiedono chiarimenti c'è Andrea Ambroggi, padre di due alunne che frequentano proprio la prima e la terza elementare dell'Argillera. «Non accetto assolutamente quello che è accaduto. È stata una violenza psicologica», afferma. «Il video mostrato ai bambini, pur senza immagini di sangue, conteneva scene di allevamenti intensivi ed è stato proiettato anche nelle classi frequentate dalle mie figlie. Sentire bambini di sei anni dire che vogliono diventare vegani non è normale. Da grandi saranno liberi di scegliere, ma a quell'età no.
Tra l'altro la scuola per portare gli alunni al cinema per vedere un cartone animato della Disney chiede l'autorizzazione delle famiglie, mentre per attività di questo tipo nessuno ci ha chiesto nulla. E non crediamo si sia trattato di un blitz». Le contestazioni riguardano anche la natura stessa dell'associazione. Sul sito internet di Anonymous for the Voiceless si legge infatti che l'organizzazione sostiene "una posizione abolizionista contro tutte le forme di sfruttamento animale non umano" e promuove "un messaggio vegano chiaro e diretto". Un elemento che, secondo diversi genitori, avrebbe dovuto indurre la scuola a verificare con maggiore attenzione finalità e contenuti dell'iniziativa prima di autorizzarla.
Dall'Istituto Comprensivo 3 di Alghero, di cui fa parte la scuola dell'Argillera, la dirigente Paola Masala difende però l'operato dell'istituto. «Abbiamo agito in buona fede. Non ci è stato spiegato esattamente cosa avrebbero fatto i due rappresentanti dell'associazione. Non ci è stata mostrata alcuna bozza o presentazione esplicativa. Dopo oltre un mese dalla richiesta ci eravamo quasi dimenticati dell'iniziativa», ha dichiarato.
Sul caso interviene anche Emmanuele Farris, docente universitario e padre di due alunne della scuola. «Il benessere del bambino viene prima di tutto. Se un intervento provoca disagio, rifiuto del cibo o senso di colpa, allora probabilmente non è la strada giusta», sostiene. Farris richiama inoltre numerosi studi che indicano come una dieta equilibrata e variata, comprensiva di proteine animali, sia raccomandata durante l'età evolutiva». Secondo il docente, il problema non riguarda soltanto l'alimentazione ma anche il metodo utilizzato. «Ciascuno è libero di fare le proprie scelte, ma in una scuola pubblica occorre responsabilità.
Presentare ai bambini una visione univoca e fortemente emotiva, senza il coinvolgimento delle famiglie, rischia di essere fuorviante». Farris richiama infine il ruolo dell'allevamento in Sardegna, evidenziandone l'importanza non solo economica ma anche ambientale, per la tutela del paesaggio, della biodiversità e della gestione del territorio. La vicenda resta aperta e il malcontento tra le famiglie continua a crescere. Mentre i genitori valutano le iniziative legali da intraprendere, il caso dell'Argillera potrebbe presto superare i confini cittadini e trasformarsi in una questione politica nazionale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
