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Olbia

Ambiente

Reti da pesca recuperate dai fondali, i sommozzatori della polizia protagonisti di un documentario

Reti da pesca recuperate dai fondali, i sommozzatori della polizia protagonisti di un documentario

Il progetto Strong sea life li ha visti impegnati nelle acque del nord dell’isola

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Olbia In occasione della Giornata mondiale della Terra, a Roma, è stata proiettata l’anteprima del documentario "The Phantom Catch – Il grande problema delle reti fantasma", con la regia di Igor D’India. All'evento ha preso parte, in rappresentanza della Questura di Sassari, la dirigente dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico (Upgsp), Virginia Martinazzi, accompagnata da due membri del team dei sommozzatori della polizia di Stato di Olbia, articolazione specialistica incardinata proprio nell’Upgsp.

Il documentario

Il documentario è il racconto visivo di una storica e proficua collaborazione tra l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e la polizia di Stato. Il progetto "Strong sea life" ha visto i sommozzatori di Olbia impegnati in prima linea nelle acque del Nord Sardegna in un’operazione di straordinaria complessità: il recupero delle "reti fantasma", attrezzature da pesca abbandonate o disperse che rappresentano una delle principali minacce per l'ecosistema marino.  Il documentario mostra immagini spettacolari ed inedite dei sommozzatori della polizia di Stato al lavoro, documentando lo sforzo corale per ripulire il mare e proteggere la biodiversità.

I numeri 

L’attività, che ha richiesto un impegno tecnico e operativo di altissimo livello, ha prodotto risultati eccezionali per la salvaguardia dell’ambiente marino sardo:

• Oltre 50 immersioni effettuate in scenari complessi

• Più di 20 tonnellate di reti e attrezzi da pesca recuperati dai fondali

• Utilizzo di strumentazioni in dotazione alla polizia di Stato per il monitoraggio e la rimozione sicura dei materiali

La Polizia di Stato – si legge in una nota – attraverso i propri reparti specialistici, conferma così la propria vocazione non solo nel presidio della sicurezza e della legalità, ma anche nella tutela del patrimonio naturale, bene comune da difendere con determinazione e professionalità.

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