Olbia, l’Unitre festeggia 25 anni di storia con oltre mille iscritti e 103 corsi attivi
La festa con i volontari e gli allievi dell’associazione: «La cultura non conosce età»
Olbia Sulle note del successo di Ornella Vanoni “Domani è un altro giorno”, interpretata dal gruppo Le nuvole, è stato celebrato il 25° anniversario dell’associazione Unitre e la chiusura dell’anno accademico 2025/2026. La grande festa si è svolta al Blu marine e hanno partecipato non solo i soci ma anche i docenti e i volontari che ogni giorno sono impegnati a promuovere e diffondere la cultura che non ha forma, genere, colore o età. «Essere associati all’Unitre rappresenta una lotta alla solitudine e all’abbandono perché molti iscritti hanno trovato un modo per sfuggire dalla quotidianità – ha esordito cosi la presidente Maria Masala –. Venticinque anni significano migliaia di ore di studio trascorse insieme, centinaia di volti e corsi ai quali i docenti e i volontari hanno dato un contributo fondamentale».
I numeri parlano chiaro. Sono circa 1034 gli iscritti all’Unitre che frequentano circa 103 corsi attivi che variano da corsi di lingue straniere, al movimento fisico, all’informatica ma anche uncinetto, pittura e vari laboratori di teatro, giusto per citare alcuni. La comunità che si è creata all’Unitre ha dimostrato che la cultura non ha età e che il desiderio di apprendere. «Non è solo tipico della gioventù – ha sottolineato ancora la presidente Masala – ma diventa una voglia consapevole di conoscenza. Si sono create delle relazioni autentiche in cui le persone hanno ritrovato la voglia di confrontarsi e condividere. Imparare non è un obbligo ma un diritto e un piacere che ci accompagna per tutta la vita. Celebrare venticinque anni – continua – non significa solo guardare indietro con orgoglio ma significa anche guardare avanti con fiducia ma e soprattutto è un modo per aiutare le persone a uscire dal guscio, confrontarsi e mettersi in gioco».
L’idea dell’Unitre è nata da Tomaso Desole, Maria Antonietta Desortes, Antonino Gandolfi, Giovanna Giagoni in Costi, Maria Masala in Rosas, Tore Mibelli, Giuseppe Nonnis, Michelino Pilurzi, Eugenia Manca Pinna, Giovanni Pirredda, Antonio Rasenti, Salvatore Sanna, Serafino Spiggia che si sono riuniti nel lontano 20 dicembre 2000 e dopo attente analisi e una lettura dello statuto nazionale di Torino delle Università della terza età, hanno costituito, il 20 gennaio 2001, una sede in città che attualmente si trova all’Urban center in piazza Maria Lai. «Un grazie, oltre ai volontari, ai docenti e agli studenti – ha detto il vicepresidente e tesoriere Agostino Meloni – va anche alle autorità comunali perché è anche grazie alla loro collaborazione e alla loro vicinanza che l’Unitre dal 2014 può usufruire dell’utilizzo dell’Urban center». Ma all’UniTre non ci sono solo corsi ma vengono anche organizzati escursioni, viaggi e tanti laboratori che sono tenuti da docenti e soci che offrono gratuitamente la loro conoscenza verso il prossimo. «L’Unitre è un’associazione di promozione sociale senza scopo di lucro – ha detto il vicepresidente Meloni – basata sul volontariato e con sedi su tutto il territorio nazionale ed è presente anche all’estero. Nata come Università della terza età per volontà della presidente onoraria Irma Maria Re, oggi l’Università delle tre età è un vero e proprio laboratorio continuo, instancabile, entusiasta, di cultura, esperienza di vita e ponte nel dialogo fra le generazioni».
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