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Consorzio di Porto Rotondo, di nuovo in corsa i Donà dalle Rose

Consorzio di Porto Rotondo, di nuovo in corsa i Donà dalle Rose

Presentato il progetto di governance per le elezioni del nuovo consiglio d’amministrazione

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Porto Rotondo È stato presentato ufficialmente lunedì mattina, 1° giugno, in piazzetta San Marco, il progetto “Porto Rotondo 2026”, una piattaforma strategica promossa da una cordata di consorziati guidata da Edoardo Donà dalle Rose e Rafael Torres Sanchez, con l’obiettivo di inaugurare una nuova fase di governance, sviluppo e valorizzazione del borgo in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio d’amministrazione del Consorzio di Porto Rotondo.

Il progetto nasce dalla volontà di Edoardo Donà dalle Rose di raccogliere l’eredità della famiglia fondatrice, portando una visione contemporanea e operativa. «Voglio rilanciare la visione di mio nonno, Luigi Donà dalle Rose, con lo spirito di una nuova generazione - ha detto -. Sono giovane, ma consapevole che per imparare bisogna darsi da fare: mio nonno costruì Porto Rotondo quando aveva la mia stessa età». «Il nostro piano – ha spiegato l’ispiratore del progetto – non cancella il passato, ma vuole dare una nuova aria al nostro futuro. Siamo qui per gestire l’ordinario e per proiettare Porto Rotondo nel domani. Il nostro non è un libro dei sogni, ma un piano operativo basato su tre pilastri concreti: l’innovazione digitale, attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale e di sistemi avanzati per ottimizzare i servizi consortili, dalla gestione delle utenze alla sicurezza, per rendere la vita di ogni consorziato fluida e senza intoppi; la sostenibilità integrata, per tutelare l’asset più prezioso, ovvero l’ambiente, con una mobilità elettrica interna e una gestione del verde che valorizzi il paesaggio, la cultura, l’arte, garantendo il rispetto di Olbia e del territorio e la destagionalizzazione, per creare le condizioni affinché Porto Rotondo diventi un polo attrattivo e vivo per tutto l'anno».

Per dare voce ad ogni categoria, il progetto “Porto Rotondo 2026” propone un sistema di comitati tematici. A illustrarlo è stato Rafael Torres Sanchez, fondatore di Luxe Capital Americas, executive internazionale con oltre 25 anni di esperienza nel riposizionamento di asset iconici come Casa de Campo ai Caraibi e Poltu Quatu. «Il progetto residenziale di Porto Rotondo – ha dichiarato Torres durante la conferenza stampa - rappresenta, oggi più che mai, una delle realtà residenziali e di hospitality con il più alto potenziale di crescita, non solo nel Mediterraneo, ma nell’intero panorama internazionale. Per troppo tempo, tuttavia, è mancata una visione attiva e concreta di rilancio, capace di leggere Porto Rotondo non come una somma di entità isolate, ma come un ecosistema unico integrato nello sviluppo già in essere del Comune di Olbia. La nostra sfida è integrare strategicamente tutte le business unit che compongono questo straordinario patrimonio: dall’arte alla cultura attraverso la Fondazione, dagli eventi al teatro, dalla marina all’ospitalità alberghiera, fino al comparto food and beverage».

Porto Rotondo, quindi, come brand di lusso globale con potenzialità di sviluppo importanti ancorate a un modello partecipativo che trova la sua base stabile nei comitati tematici, uno dei pilastri su cui poggia il progetto “Porto Rotondo 2026”. Il Comitato dell’ospitalità, tra hotels e F&B outlets, per coordinare l'offerta ricettiva; il Comitato commerciale & retail, per il rilancio dei negozi e delle attività; il Comitato dei servizi, per l’efficienza di manutenzione, giardinaggio e gestione rifiuti, avvalendosi di partner tecnologici leader in soluzioni avanzate, il Comitato legale, per la supervisione normativa e i rapporti istituzionali, il Comitato artistico e culturale e il Comitato sostenibilità.

«La nostra strategia di comunicazione globale – ha specificato Rafael Torres - fungerà da volano: non ci limiteremo a gestire il quotidiano, ma saremo promotori di un piano di promozione nazionale e internazionale che elevi Porto Rotondo a brand di lusso di portata mondiale. Con il supporto di un gruppo di professionisti caratterizzato da serietà, trasparenza e un track record consolidato, maturato in realtà iconiche come Casa de Campo e altre destinazioni globali, siamo convinti di poter generare valore reale per tutti i consorziati». «La nostra ambizione - ha concluso Torres - è creare un modello integrato, sostenibile ed esclusivo, capace di attrarre investimenti mirati e di aumentare concretamente il valore patrimoniale delle proprietà di ciascuno dei consorziati».

Il progetto si fonda, inoltre, su quattro principi guida: trasparenza, solidità, tutela e legalità. In quest’ambito, il contributo di Gabriele Escalar, fondatore dello Studio Escalar e associati e docente Luiss, propone una gestione amministrativa, contabile e legale improntata al massimo rigore e alla piena trasparenza. L'obiettivo è di garantire il rispetto dei diritti, obblighi ed interessi dei consorziati previsti dallo statuto e dal regolamento, rafforzando al tempo stesso il ruolo del Consorzio come istituzione autorevole, credibile e trasparente.

Del gruppo fa parte Raimondo Ziruddu, fondatore di Srdn, società di consulenza aziendale, hotel management e real estate, esperto in pianificazione industriale e finanza, con profonda conoscenza delle dinamiche operative del territorio; Mario Sotgiu, Corporate tax accountant counsel, specializzato in finanza aziendale e Gianni Pireddu, Corporate legal counsel, esperto in sviluppo immobiliare e hospitality. Il gruppo di consorziati gode naturalmente del supporto strategico di Luigi, Una e Leonardo Donà dalle Rose.

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