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Santa Teresa, dopo la vittoria Nadia Matta va di fretta: «Grazie, ma torniamo al lavoro»

Santa Teresa, dopo la vittoria Nadia Matta va di fretta: «Grazie, ma torniamo al lavoro»

Il grande sconfitto Dario Giagoni: «Avanti a testa alta, siamo in Consiglio»

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Santa Teresa Gallura Dopo lo spoglio elettorale per Santa Teresa è il momento delle riflessioni e dei ringraziamenti. Il successo di Nadia Matta, sindaca uscente, e della sua lista “Futuro diverso democratico” è netto e con 1.221 voti (il 41,38%) che valgono 11 seggi in consiglio comunale. Gli altri due candidati - il deputato leghista Dario Giagoni e l’ex sindaco Stefano Pisciottu del centrosinistra - sono molto lontani e ad appena 12 voti l’uno dall’altro. «Il primo sentimento che provo è la gratitudine – dice Nadia Matta – .Grazie a tutti coloro che hanno partecipato a queste elezioni e grazie, soprattutto, a chi ha scelto di accordarci la propria fiducia. È una fiducia che accolgo con orgoglio, ma soprattutto con un profondo senso di responsabilità. Non è la mia vittoria, ma di una squadra vera, che ha lavorato con impegno, passione e generosità, mettendo al primo posto il bene di Santa Teresa Gallura. Sono orgogliosa di come questa squadra è nata e cresciuta».

«Non sono mancate le critiche, i dubbi e i tentativi di indebolire il nostro progetto, eppure siamo rimasti uniti – ancora la neo eletta sindaca – . Ho avuto la capacità di costruire un gruppo formato da persone che sono state cercate e corteggiate da entrambi i candidati a sindaco avversari. Persone alle quali sono state fatte promesse, chiamate insistenti, richieste di incontri, ma che hanno scelto di credere in un progetto, in una visione comune e in un modo serio e trasparente di amministrare. Hanno scelto di stare con una donna che ha saputo integrare, accogliere e parlare. Ecco perché la vittoria appartiene a ciascuno dei componenti della squadra: a chi ha portato più voti e a chi ne ha portati meno. Perché ognuno ha dato il proprio contributo. In una squadra nessuno vince da solo e nessun contributo è piccolo quando è messo al servizio di un obiettivo comune. Ora si torna al lavoro. Affronteremo i prossimi cinque anni con la consapevolezza dell'importante mandato che i cittadini ci hanno affidato. Lo faremo con umiltà, determinazione e con la volontà di essere il sindaco e l'amministrazione di tutti. Ci aspettano sfide importanti, ma anche grandi opportunità. Le affronteremo con serietà e spirito di servizio, perché Santa Teresa merita il massimo impegno».

Dall’entusiasmo di chi ha vinto alla delusione, ma anche l’incoraggiamento, di chi ha perso. Sicuramente deluso è Dario Giagoni, giunto secondo per un pugno di voti dal terzo, ma nettamente battuto dalla sindaca uscente. A nulla è servito portare alle urne l’autorevolezza del seggio in Parlamento. Anzi, la sconfitta in casa è ancora più amara. «Non molliamo. Anzi, da qui ripartiamo – dice Giagoni – In democrazia il giudizio dei cittadini va sempre rispettato, ed è giusto rivolgere i migliori auguri di buon lavoro a chi ha ottenuto la fiducia della maggioranza. Subito dopo i vincitori, però, il mio pensiero più grande, sincero e riconoscente va a tutte le persone che hanno creduto nel nostro progetto, che ci hanno ascoltato e che hanno visto in noi un'alternativa e una prospettiva concreta per il futuro del paese. Grazie ai giovani, agli anziani, alle famiglie, alle mamme e a ogni cittadino che in questi mesi mi ha sorriso e mi ha incoraggiato, mi. Un ringraziamento speciale va a chi è stato al nostro fianco nelle piazze, dimostrando una lealtà e un affetto straordinari».

«Siamo arrivati secondi, è vero – continua il parlamentare –, ma abbiamo raggiunto un risultato importante: entreremo in consiglio comunale per rappresentare e dare voce a 871 cittadini. A tutti voi voglio fare una promessa: faremo un'opposizione attenta, seria, critica quando necessario, ma sempre costruttiva. Ma Soprattutto, non saremo mai un'opposizione pronta a confondersi con la maggioranza per convenienza. Saremo un'alternativa coerente, credibile e presente. All'interno del Consiglio faremo sentire la voce di quella parte importante della comunità che chiede un cambiamento e che per troppo tempo è rimasta inascoltata. Noi non spariremo e non ci chiuderemo nelle stanze del Comune. Continueremo a essere tra la gente, nelle strade, nelle piazze e nelle frazioni, perché è lì che siamo nati ed è lì che vogliamo continuare a stare: in mezzo a voi. Questo non è un punto di arrivo, ma l'inizio di un nuovo percorso. A testa alta, avanti tutta».

Più conciso, ironico e profondamente gallurese il commento di Stefano Pisciottu (“Ci ni semu andati battuti a trudda…. ma no semu la trudda”), che la dice lunga sulla batosta ma anche sulla dignitosa voglia di non arrendersi. Anche da parte sua c’è tanta delusione. Come anche per Dario Giagoni, a nulla è servita l’autorevolezza di essere un ex sindaco portatore sano di esperienza amministrativa. Anche sui si è dovuto piegare a quella voglia di continuità che in queste elezioni comunali – in Gallura e anche in quasi tutta la Sardegna – ha spalancato le porte del palazzo a tutti i sindaci uscenti che hanno deciso di ricandidarsi. (m.b.)

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