Marina di Olbia e Molo Brin, si cambia: la gestione passa a un nuovo gruppo
Nautica, la società D-Marin acquisisce i posti barca dalla Moys
Olbia La nautica internazionale punta ancora su Olbia. D-Marin, uno dei principali operatori mondiali nel settore delle marine turistiche premium, ha annunciato l’acquisizione di Marina di Olbia, comprendente la Marina di Olbia Yacht Service (Moys) e la concessione per il nuovo porto turistico del Molo Brin, rafforzando la propria presenza nell’isola e consolidando il ruolo di Olbia tra gli snodi più importanti dello yachting nel Mediterraneo. L’operazione rappresenta molto più di un semplice passaggio societario. Segna, infatti, l’ingresso di una delle principali infrastrutture nautiche del territorio, come la marina a Sa Marinedda e il futuro porto per maxi yacht nel centro città, all’interno di una rete internazionale composta da 27 marine distribuite in nove Paesi, con oltre 14mila posti barca. Per D-Marin, Marina di Olbia e Molo Brin costituiscono una delle principali porte di accesso al Mediterraneo occidentale e un tassello strategico della propria crescita nel mercato italiano.
Il passaggio
La Marina di Olbia dispone oggi di 270 posti barca per imbarcazioni fino a 150 metri di lunghezza, un pescaggio massimo di 5,2 metri e una banchina carburanti lunga 200 metri. Una dotazione che consente alla marina di operare sia nel segmento della nautica da diporto tradizionale sia nel più redditizio comparto dei superyacht. Per comprendere il valore dell’operazione occorre però guardare al futuro del porto turistico del Molo Brin. Nel gennaio 2025 l’allora presidente della Port authority, Massimo Deiana, e il segretario generale, Natale Ditel, avevano formalizzato la consegna delle aree al centro di Olbia all’amministratore unico di Quay Royal, Gian Pietro Sirca. Il concessionario, la società Quay Royal, nel settembre 2021 era stata interamente acquisita da Moys srl, di proprietà dell’imprenditore Sergio Zuncheddu, già titolare del porto turistico Marina di Olbia. L’atto che apriva la strada ai lavori per il futuro porto turistico per mega e giga yacht, che giungeva a tre mesi dalla firma di quello formale di concessione demaniale marittima trentennale. La stessa società che ha deciso di cedere la gestione del proprio porto e del futuro Molo Brin proprio alla D-Marin. L’ampia porzione del lato sud del porto storico di Olbia, pari a oltre 41mila metri quadri complessivi, tra aree a terra e specchi acquei, che era passata, quindi, nella disponibilità della società Quay Royal per l’avvio di un restyling radicale che consentirà l’approdo di navi da diporto fino a 150 metri di lunghezza, oggi entra nell’orbita di D-Marin, che dovrà espletare qualche formalità e dare un’accelerazione ai lavori, che sono slittati rispetto all’iniziale previsione dell’inaugurazione per questa estate.
Nuovo porto
Saranno 17 in tutto i posti barca disponibili al Molo Brin, così distribuiti: due fino a 45 metri di lunghezza, 8 fino a 65, altri 2 per 85 metri, 4 per 105. L’ultimo, che avrà ormeggio affiancato su buona parte della testata del molo, potrà ricevere mega yacht fino a 150 metri. Sono in corso i lavori di riqualificazione dell’intero banchinamento con pavimentazione, nuove bitte, nicchie per gli impianti di fornitura idrica ed elettrica alle imbarcazioni, calpestio in legno esotico, maggiormente adatto all’ambiente marino, lungo tutto il ciglio della banchina. Il vecchio fabbricato delle ex Officine Mameli dovrebbe ospitare gli uffici direzionali e i locali tecnici e di servizio. «Olbia e il Molo Brin rappresentano due delle principali porte d’ingresso del Mediterraneo per il mondo dello yachting – sottolinea ora Oliver Dörschuck, ceo di D-Marin –. La loro posizione, le infrastrutture e le dimensioni le rendono perfettamente in linea con la filosofia di D-Marin: vogliamo valorizzarle attraverso la nostra esperienza operativa, l’innovazione digitale e un servizio d’eccellenza, rafforzando due destinazioni già molto apprezzate». Gruppo nato nel 2003 in Grecia, D-Marin è controllato al 100% da Cvc Capital Partners, il fondo da 186 miliardi di euro di asset che lo ha acquistato nel 2021. D-Marin fattura 150 milioni di euro e ha in portafogli 26 porti turistici, tra Spagna, Grecia, Turchia, Croazia, Montenegro, Croazia, Albania, Malta e Italia.
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