Tempio al ballottaggio, anche Andrea Biancareddu si tira fuori: «Lasciamo libertà di scelta»
Dopo Carta e Frediani, anche l’ex sindaco decide di non sostenere né Addis né Masu
Tempio Dopo quelle di Frediani e Carta, arriva anche la dichiarazione di Andrea Biancareddu sul ballottaggio del 21-22 giugno. Dopo averci probabilmente pensato non poco sopra, valutando i pro e i contro di una situazione del tutto inedita anche per un vecchio lupo di mare della politica come lui, Biancareddu decide di non schierarsi. Quindi né con Gianna Masu né con Gianni Addis. Biancareddu porterà avanti il suo progetto politico con il sostegno di chi vi ha già aderito. Questo è quanto emerge dal breve comunicato che qui riportiamo: «Il gruppo UniAmo Tempio ringrazia i cittadini che hanno espresso il loro sostegno, con una preferenza del 23% dei votanti i quali saranno rappresentati in Consiglio, portando avanti i valori e i propositi espressi durante la campagna elettorale. Si lascia ai cittadini che ci hanno sostenuto la piena libertà di esprimere la propria preferenza in occasione del ballottaggio. UniAmo Tempio non si scioglie né si disimpegna. Al contrario, proporrà con i due seggi conquistati una sana e costruttiva opposizione. Saremo sempre disponibili al dialogo e al confronto leale, senza mai rinunciare alla nostra identità». Su alcune voci circolate nelle scorse ore, Biancareddu specifica: «Non esiste e non è mai esistito alcun patto, men che meno segreto, tra i membri del nostro gruppo e il candidato Gianni Addis». E alla libertà di scelta si richiamano, a quanto pare, anche quanti facevano parte della lista, considerate le prese di posizione di Nicola Tondini, Francesco Tedde e Nino Vargiu schieratisi apertamente con Gianna Masu.
Nei giorni scorsi, invece, era stato Fabrizio Carta a intervenire. Il candidato di Tempio ritorna Città aveva detto: «Il nostro progetto mantiene intatta la propria identità, autonomia e impegno nei confronti della città. Qualunque sarà l’esito del ballottaggio, entreremo in Consiglio comunale con rispetto istituzionale, spirito costruttivo e libertà di giudizio. Saremo una minoranza seria, responsabile e attenta. Valuteremo ogni scelta, proposta e decisione sulla base dell'interesse di Tempio. Nel pieno rispetto dell’esito delle consultazioni, non abbiamo cercato accordi per poltrone o richieste di ingresso in maggioranza. Siamo nati per offrire un contributo nuovo alla vita amministrativa della città e continueremo a farlo in Consiglio comunale. Occuperemo con orgoglio il nostro spazio in minoranza per avanzare proposte concrete e vigilare affinché chiunque vinca il ballottaggio mantenga gli impegni assunti. Siamo nati come alternativa e proseguiremo come tale». Il primo a dire di non volersi spiegare era stato Romeo Frediani: «La candidata e il candidato ancora in corsa non incarnano gli ideali e i valori propri del centro sinistra». Ergo i 484 elettori che hanno votato Frediani avranno «piena libertà di decidere se esprimere o meno una propria preferenza». (g.pu.)
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