La Nuova Sardegna

L’analisi

Uso e abuso di sostanze stupefacenti fra i minori, i dati sono choc: «La droga non è cool, cifre da pandemia»

Uso e abuso di sostanze stupefacenti fra i minori, i dati sono choc: «La droga non è cool, cifre da pandemia»

I numeri preoccupanti sono emersi durante il convegno delle Giornaliste italiane “Dipendenze e prevenzione: il ruolo della comunicazione”

2 MINUTI DI LETTURA





Roma «Circa 40 adolescenti su 100, tra i 15 e 19 anni, dichiara di avere assunto sostanze stupefacenti almeno una volta nella propria vita, 4 su 10. Uno su 4, il 25%, dichiara di averlo fatto nell'ultimo anno».

Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, intervenendo al convegno delle Giornaliste italiane "Dipendenze e prevenzione: il ruolo della comunicazione”.

«Se le sostanze stupefacenti provocano i danni che tutti conosciamo ci troviamo di fronte a cifre da pandemia. Anzi il contagio da Covid, aveva percentuali non così rilevanti», ha aggiunto Mantovano. «Sono numeri di una vera e propria emergenza pandemica che però non cogliamo sui media» ha proseguito.

Per Mantovano c'è una «sostanziale indifferenza che risente un po' dell'abbandono in cui questa materia è stata lasciata fino a quattro anni fa». Il sottosegretario ha poi ricordato come «la sigaretta non compaia più nei film», invece oggi si producono serie Tv dove «fumare la canna viene visto come un atteggiamento rilassante, ludico tutto sommato piacevole non certamente da censurare». Qualche anno fa «su una rete televisiva, un commissario di polizia chiudeva la sua giornata dicendo “vabbè ho avuto una giornata un po' impegnativa e mi faccio una canna”». Il ministro Valditara «può fare tutte le campagne sulla legalità nella scuola e contro le sostanze stupefacenti», ma «una scena di questo tipo demolisce qualsiasi tipo di prevenzione attraverso la comunicazione», ha detto ancora Mantovano.

Il ruolo dei Media e della Comunicazione

«Il ruolo dei media si muove perlomeno su tre piani: il primo piano è la corretta informazione e non è diffusa la corretta informazione.  Il secondo piano è contribuire a far crescere un sentire comune, mentre il terzo piano, essenziale, è non limitarsi a dire che fa male: ci sono tanti esempi in positivo che vanno raccontati». Mantovano ha poi puntato l'attenzione anche sulla comunicazione istituzionale: «Credo che non solo da parte dei media ma anche delle istituzioni, quando comunicano, deve esserci il massimo dell'attenzione».

Il ministro Valditara: «La droga non è cool»

«Ci vuole una svolta culturale perché senza questa svolta culturale tutto è più difficile; la droga deve essere considerata come qualche cosa di brutto non come qualcosa di cool'» ha detto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara che ha preso parte al convegno promosso dall’associazione Giornaliste Italiane. «Se invece continuiamo a citare degli esempi, anche in televisione, nei filmati o quant'altro, dove tutto sommato è bello drogarsi, è chiaro che sarà più difficile vincere questa battaglia». «A mio avviso – aggiunge – partendo proprio dalle scuole, occorre avviare una cultura del limite». (im)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Polizia

Sassari, ricoverato in coma dopo un violento pestaggio – Che cosa sappiamo

Le nostre iniziative