Colpo di pistola durante la lite, l’accusato si difende: «Non ho sparato, è partito nella colluttazione»
Sono le parole di Antonio Martinez rese davanti al Gip del tribunale di Tempio
Cannigione «Sono affranto per quello che è successo, avrei preferito fosse accaduto a me. Sono intervenuto per difendere mio figlio. La pistola era l’ultima cosa che avrei dovuto prendere, l’ho tirata fuori solo per spaventarli, ma c’è stata una colluttazione e almeno in due si sono avventati sulla mia mano, ed è partito il colpo». È questo il senso delle spontanee dichiarazioni rese oggi 6 luglio da Antonio Martinez, 41 anni di Tempio, davanti alla gip del tribunale di Tempio, Marcella Pinna. Il 27 giugno scorso, aveva esploso un colpo di pistola contro un giovane di nazionalità marocchina, rimasto ferito a una gamba (con lesioni giudicate guaribili in oltre 40 giorni), mentre si trovavano all’esterno di un locale, a Cannigione.
I carabinieri del reparto territoriale di Olbia, coordinati dal procuratore facente funzioni Alessandro Bosco, hanno raccolto gravi elementi indiziari a carico dell’indagato e su richiesta della Procura, la giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Dal 3 luglio scorso, Antonio Martinez, difeso dall’avvocato Jacopo Merlini, si trova in carcere. È accusato di lesioni personali gravi, aggravate dall’uso dell’arma, una calibro 357 Magnum, e dall’aver compiuto il fatto alla presenza di un minore (suo figlio). Ma il pubblico ministero gli contesta anche l’aggravante dell’odio razziale. Prima del colpo di pistola, avrebbe rivolto alla vittima offese a sfondo razziale. L’uomo, dopo il fatto, si era presentato in caserma accompagnato dal suo difensore e aveva sostenuto di essere stato aggredito dal giovane e di non avere sparato volontariamente, ma che il colpo era partito durante una colluttazione con lui e un’altra persona che tentavano di bloccargli la mano per disarmarlo. (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
