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L’assemblea

Porto Rotondo, eletto il nuovo cda del Consorzio: vince la linea della continuità

Porto Rotondo, eletto il nuovo cda del Consorzio: vince la linea della continuità

La nuova maggioranza espressione della governance uscente

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Olbia Il Consorzio di Porto Rotondo ha rinnovato il consiglio d’amministrazione. E non ci sono dubbi: la maggioranza indicata dall’assemblea attraverso il voto di oggi, sabato 11 luglio, è quella chiaramente riconducibile alla governance uscente, che aveva l’avvocato Leonardo Salvemini (che non poteva essere più ricandidato) come presidente. La lista dei candidati, alla fine composta da 23 nomi, era unica ma accoglieva comunque almeno due anime. Sono i dodici più votati a comporre il nuovo cda del Consorzio: al primo posto Giglio Sabeddu e a seguire Giuseppe Molinas, Matteo Molinas, Consuelo Davoli, Ivan Fenzi, Vincenzo De Rosa, Pier Andrea Nocella, Luca Tommasini, Andrea Verardi, Rafael Sanchez Torres, Gabriele Escalar ed Edoardo Donà dalle Rose. I primi otto sono vicini al cda uscente, mentre gli ultimi quattro appartengono allo “schieramento” della famiglia Donà Dalle Rose, i conti che hanno fondato il borgo negli anni Sessanta. Per quanto riguarda il nuovo presidente, la nomina avverrà dopo ulteriori trattative interne.

La nuova governance dovrà ora fare i conti con il Comune di Olbia. Soprattutto perché due sentenze del Tar hanno recentemente stabilito il passaggio delle opere e dei servizi di Porto Rotondo dal Consorzio all’amministrazione comunale. Insomma, il borgo si trova davanti a una svolta epocale e il suo futuro dipenderà molto dal tipo di rapporto che sarà instaurato tra le due parti. Per questo non sono certo passate inosservate le parole del sindaco Settimo Nizzi, intervenuto nel corso dell’assemblea che si è riunita al Delta Hotel by Marriott di Olbia. In sostanza, il primo cittadino ha detto questo: se il Consorzio è pronto al dialogo bene, altrimenti il Comune andrà avanti per la sua strada, senza alcun tipo di accordo o programmazione congiunta. «Negli anni vi siete sostituiti benevolmente al Comune, che, non essendo state mai trasferite le opere, non poteva fare la stragrande maggioranza degli interventi – ha detto Nizzi -. Per fortuna, adesso, è intervenuto il Tar con due sentenze che ci hanno detto chiaramente come ci dobbiamo comportare. Potremmo agire con la forza, ma noi preferiamo il dialogo. Abbiamo vissuto un periodo abbastanza tumultuoso dal punto di vista dei rapporti tra Comune e Consorzio. Forse perché qualcuno, nel tempo, ha pensato che Porto Rotondo fosse come un califfato, un luogo che non facesse parte del territorio comunale, regionale, nazionale ed europeo. Io spero nel dialogo, altrimenti si fa ciò che prevede la legge, che io ho sempre rispettato e che continuerò a rispettare. Il mio mandato terminerà nel giugno del 2027, ma credo che qualcosa, dopo, continuerò comunque a farla». Settimo Nizzi ha riconosciuto, a parte qualche parentesi, di essere andato d’accordo con gli ultimi cda del Consorzio guidato dal presidente uscente Leonardo Salvemini. Problemi non da poco, sempre dal punto di vista dei rapporti, ci sono invece con la famiglia Donà dalle Rose, che sembrerebbe essere la destinataria delle critiche del primo cittadino. Ma Nizzi, prima del voto, ha comunque ribadito la questione del dialogo: «Il Comune diventerà proprietario delle infrastrutture e solo sulla base del dialogo si potranno gestire i servizi in maniera dinamica, altrimenti noi andremo comunque avanti per la nostra strada. Io posso promettervi che agiremo sempre con chiarezza e trasparenza per dare risposte a tutti i cittadini, senza fare figli e figliastri. In queste votazioni, noi non abbiamo dato nessuna delega». Nell’intervento di Nizzi anche un passaggio sul Puc e sulle osservazioni che riguardano Porto Rotondo: «Sono state valutate singolarmente, ora siamo nella fase finale e in piena co-pianificazione con la Regione».

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