Olbia Troppo poche le auto bianche che circolano per le strade della città. Diciotto anni dopo l’ultima volta, il Comune decide così di aumentare il numero dei taxi: si passerà dunque da 46 a 65 licenze. Stesso discorso per gli Ncc, che, partendo da quota 89, diventeranno 120 in tutto. La proposta della giunta approderà in consiglio comunale nella seduta che il presidente Marzio Altana ha convocato per mercoledì 15 luglio alle 15.30. La svolta dei numeri, per l’amministrazione, è quasi una scelta obbligata: crescono i residenti, aumentano i turisti e, di conseguenza, a Olbia servono più taxi ed Ncc. Licenze a parte, dopodomani la giunta sottoporrà all’aula anche il nuovo regolamento che disciplinerà l’intera categoria, aggiornando in maniera pesante il primo documento del 1999 e poi modificato nel 2011 e nel 2008. Regolamento che, già illustrato dal Comune in Commissione trasporti, non è stato accolto favorevolmente dai rappresentanti di categoria.
Le licenze
Sarà un bando pubblico ad assegnare in città le nuove licenze, che, sulla base del decreto Bersani, saranno rilasciate a titolo gratuito perché è «evidente che il costo per la nuova licenza, unito all’esborso per l’acquisizione del taxi, diventerebbe una barriera quasi insormontabile per un nuovo operatore, in un periodo in cui non è facile il ricorso ai prestiti bancari e finanziari». Nella delibera che sarà proposta mercoledì dal sindaco Settimo Nizzi si legge che, attraverso l’aumento delle licenze, l’obiettivo è quello di «raggiungere un migliore equilibrio tra la domanda e l’offerta del servizio». Insomma, i taxi diventeranno 65 e gli Ncc 120 – con una quota attrezzata per le persone a mobilità ridotta – perché dal 2008 al 2025 i residenti sono passati da 53mila a 62mila, anche se il numero dei domiciliati dovrebbe aggirarsi attorno a quota 111mila. Poi ci sono i dati sul turismo e basti solo pensare che, dal 2017 al 2026, i posti letto delle strutture extralberghiere sono cresciuti del 782 per cento (da 2.630 a 23.192). Per quanto riguarda l’ aeroporto, 1,8 milioni di passeggeri del 2008 e 4,1 milioni quelli registrati nel 2025. Il Comune punta così ad adeguare il numero dei taxi al numero degli abitanti: uno per 1.692 persone. In Italia la media è di un taxi ogni 2mila abitanti, in Francia uno ogni 1.100 e in Spagna uno ogni 1000.
Il regolamento
Allo stesso tempo il Comune aggiorna e adegua alle nuove normative anche il regolamento che disciplina l’intero settore. Le novità sono numerose e riguardano bando, requisiti, punteggi, modalità del servizio, sicurezza, obbligo di Pos e defibrillatore, veicoli di scorta, tassametro con stampante, obblighi, diritti, trasparenza, controlli e sanzioni. I punti sono stati illustrati in Commissione trasporti, che esprime solo un parere consultivo. I rappresentanti dei tassisti hanno votato no e si sono opposti soprattutto alle norme che presuppongono costi aggiuntivi, tra cui il tassametro con stampante incorporata, auto di scorta e il no alla richiesta di utilizzare veicoli elettrici o ibridi. No da parte anche dei rappresentanti degli Ncc, che evidenziano anche una disparità di trattamento tra chi ha un’autorizzazione rilasciata dal Comune di Olbia e chi opera in città per conto di licenze di altri Comuni. Contraria anche l’ Adiconsum, che segnala alcuni disservizi con cui devono fare i conti gli utenti (assenza di pensiline e poche piazzole taxi) e la presenza in città di numerosi tassisti abusivi. Lo scorso anno, dalla polizia locale, avevano spiegato di essere al lavoro per contrastare il fenomeno dell’abusivismo attraverso l’impiego di personale specializzato. Il regolamento che approderà mercoledì in consiglio comunale è stato approvato dalla Commissione consiliare Attività produttive con l’astensione della minoranza.