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Cambiano i controlli dell’Agenzia delle Entrate: il nuovo redditometro, le due soglie e i prelievi nel mirino

Cambiano i controlli dell’Agenzia delle Entrate: il nuovo redditometro, le due soglie e i prelievi nel mirino

L’accertamento sintetico resta in vigore, ma può essere applicato soltanto quando ricorrono insieme due condizioni

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Roma Il redditometro non è stato cancellato, ma il suo campo di applicazione è stato fortemente ristretto. L’accertamento sintetico, attraverso il quale il fisco può ricostruire il reddito di una persona fisica partendo dalle spese sostenute, può ora essere utilizzato soltanto in presenza di una sproporzione particolarmente consistente rispetto a quanto dichiarato.

Per anni questo sistema ha consentito all’amministrazione finanziaria di valutare la capacità contributiva attraverso acquisti, investimenti e altri elementi collegati al tenore di vita: immobili, automobili, imbarcazioni, spese familiari e incrementi patrimoniali. Quando le uscite apparivano incompatibili con il reddito indicato nella dichiarazione, poteva partire l’accertamento.

La disciplina è stata modificata dal decreto legislativo 108 del 2024, entrato in vigore il 6 agosto dello stesso anno. La norma prevede oggi due requisiti, che devono verificarsi contemporaneamente.

Il primo è percentuale: il reddito complessivo ricostruito dal fisco deve superare di almeno un quinto, cioè del 20 per cento, quello dichiarato. Il secondo è espresso in valore assoluto: lo scostamento deve essere almeno pari a dieci volte l’importo annuo dell’assegno sociale.

Nel 2026 l’assegno sociale ammonta a 546,24 euro per tredici mensilità, per un totale annuo di 7.101,12 euro. La seconda soglia è quindi pari a 71.011,20 euro. Non è sufficiente, dunque, che il reddito ricostruito sia superiore del 20 per cento: la differenza rispetto a quello dichiarato deve raggiungere anche questo importo.

Un contribuente che abbia dichiarato 30mila euro, per esempio, non può essere sottoposto a questo tipo di accertamento soltanto perché il fisco ne ricostruisce 40mila. Lo scarto supera il 20 per cento, ma resta ampiamente al di sotto della soglia assoluta prevista dalla legge.

Le nuove regole riducono così il rischio di contestazioni fondate su divergenze di entità limitata. L’accertamento sintetico rimane possibile nei casi in cui le spese effettivamente sostenute, gli investimenti e gli incrementi patrimoniali facciano emergere una distanza molto elevata rispetto ai redditi dichiarati.

Questo non significa, però, che i controlli fiscali siano stati allentati nel loro complesso. L’Agenzia delle Entrate dispone anche delle informazioni contenute nell’Archivio dei rapporti finanziari, alimentato dalle comunicazioni trasmesse dagli operatori bancari e finanziari. Questi dati possono essere utilizzati nelle attività di analisi del rischio e, nei casi previsti dalla legge, durante le indagini finanziarie.

Non si tratta di un controllo in tempo reale di ogni pagamento effettuato dai cittadini. Le informazioni bancarie possono però contribuire a individuare anomalie e a ricostruire la situazione finanziaria del contribuente quando emergono elementi che giustificano un approfondimento.

Il vecchio redditometro, spesso percepito come uno strumento capace di colpire anche differenze relativamente modeste, risulta quindi fortemente ridimensionato. Il fisco conserva il potere di confrontare redditi e capacità di spesa, ma l’accertamento sintetico è ora riservato alle situazioni caratterizzate da una sproporzione rilevante e quantificabile.

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