La piazza del paese viene chiusa per una cena-evento privata: cresce il malcontento tra i residenti
Matrimoni, compleanni e lauree: è già la terza volta dall’inizio dell’estate
Olbia Tradito dalla sua vocazione a set cinematografico, San Pantaleo anche sabato scorso ha consegnato la sua piazza a un luccicante evento privato. Una grande tavolata per gli ospiti, una serie di belle automobili in vetrina, e tutti gli altri fuori a guardare la dolce vita altrui. Ancora non si paga il biglietto, ma poco ci manca. Non è la prima volta che succede (quest’estate è già la terza) e certo non sarà l’ultima, ma il malessere cova all’ombra delle pareti di granito. La gente mormora, i residenti sbuffano, affiorano insofferenza, fastidio. Del resto, era successo anche a Venezia, l’anno scorso, blindata per il matrimonio di Jeff Bezos, uno degli uomini più ricchi del mondo.
Matrimoni, compleanni, feste di laurea, vetrine automobilistiche, per pochi eletti si può fare tutto. Anche requisire per una sera la celebre piazzetta della chiesa. Pagando bei soldi, naturalmente. Quasi sempre sono le stesse attività commerciali del borgo a organizzare gli eventi e a soddisfare le esigenze dei loro clienti: una volta il ristorante Giagoni in piazza, un’altra il popolarissimo Caffè Nina, la prossima chissà chi altro.
È un malessere silenzioso quello di San Pantaleo. Una insofferenza strisciante che si trascina senza mai esplodere con fragore. Le rivoluzioni non abitano qui, eppure proprio San Pantaleo nel 1968 era stato il set “boliviano” di El Che Guevara, produzione di Cinecittà con Francisco Rabal nel ruolo del Comandante ucciso in un’imboscata.
Dai trascorsi hollywoodiani alla “piazza privata” delle ultime estati il passo è breve e il malessere aumenta. Tutto questo perché San Pantaleo non è Porto Cervo o Porto Rotondo. A parità di fascino e celebrità, il borgo ha una sua vita e una sua identità extraturistiche. Un tranquillo scorrere quotidiano di famiglie, bambini e anziani che dividono gli spazi (pochi) con le boutique esclusive, i ristoranti e le gallerie d’arte che piacciono tanto ai turisti. C’è una grande e bella piazza che da sola rappresenta il centro sociale del paese, il suo cuore pulsante. Cose che contano molto più di una cartolina o un selfie ricordo di una vacanza in Costa Smeralda.
La lista delle precedenti “privatizzazioni” è lunghissima. La più clamorosa forse è quella dell’estate 2023, quando la piazza rimase chiusa per sette giorni per “un evento privato a carattere commerciale e turistico”, previsto dal 4 al 12 giugno. Si trattava di una cena con 600 invitati, probabilmente collegata alle nozze di un principe giordano con ricevimento organizzato a Cala Finanza, di fronte all’isola di Tavolara. Anche in quel caso tante proteste appena sussurrate e poi tutto come prima.
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