Incendi in Sardegna, Coldiretti: «Danni per oltre 10 milioni, servono aiuti immediati»
Migliaia di ettari di pascoli e colture distrutti, aziende e allevamenti colpiti. L’organizzazione chiede risorse straordinarie nell’assestamento di bilancio e una task force regionale
Sassari La prima stima dei danni provocati dagli incendi che negli ultimi giorni hanno devastato diverse zone della Sardegna potrebbe superare i 10 milioni di euro. Un bilancio ancora provvisorio, destinato a crescere con il completamento delle verifiche nelle aree colpite, ma già sufficiente, secondo Coldiretti Sardegna, a delineare un’emergenza gravissima per il comparto agricolo e zootecnico.
L’organizzazione chiede alla Regione un intervento immediato e propone di utilizzare il prossimo assestamento di bilancio, atteso nei prossimi giorni in Consiglio regionale, per stanziare risorse straordinarie a favore delle imprese danneggiate.
Tra le richieste avanzate figura il potenziamento della misura SRD06, dedicata agli investimenti per la prevenzione e il ripristino del potenziale produttivo agricolo e prevista dal Complemento regionale di sviluppo rurale, che attua la Politica agricola comune 2023-2027.
«Le aziende non possono attendere», afferma il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu. «Le prime verifiche restituiscono un quadro pesantissimo e il rischio concreto è che il conto superi i 10 milioni di euro. La misura del Csr è uno strumento fondamentale, ma deve essere rafforzata con nuove risorse regionali».
Il direttore regionale dell’organizzazione, Luca Saba, sollecita Regione e Consiglio regionale a destinare attraverso l’assestamento di bilancio i fondi necessari a sostenere le aziende che hanno perso strutture, produzioni, pascoli, animali e scorte di foraggio.
Le prime ricognizioni parlano infatti di migliaia di ettari di colture e terreni destinati al pascolo distrutti dalle fiamme. Numerose aziende agricole hanno subito danni a capannoni, fabbricati e altre strutture produttive, mentre intere scorte di foraggio sono andate perdute.
Pesante anche il bilancio negli allevamenti ovini e bovini, con la morte di numerosi animali. Gravi conseguenze vengono segnalate inoltre nel comparto apistico, dove il fuoco ha distrutto alveari e compromesso intere produzioni.
Secondo le rilevazioni richiamate da Coldiretti, dall’inizio dell’anno in Sardegna si sono verificati circa 1.200 incendi, 670 dei quali nel solo mese di giugno. La superficie percorsa dalle fiamme avrebbe superato i 5 mila ettari, con un incremento del 25 per cento rispetto alla media degli ultimi dieci anni.
Il bilancio è stato ulteriormente aggravato dagli incendi divampati nelle ultime ore nelle zone di Noragugume, Sedilo, Ottana e nel Sulcis.
Ad aumentare il livello di rischio sono state anche le persistenti ondate di calore e le temperature eccezionalmente elevate registrate nelle ultime settimane. Condizioni che hanno favorito la propagazione delle fiamme e amplificato le conseguenze per aziende già esposte agli effetti degli eventi climatici estremi.
Coldiretti chiede inoltre l’istituzione di una task force regionale incaricata di coordinare le ricognizioni, velocizzare le procedure amministrative e accompagnare le imprese nella richiesta degli aiuti e negli interventi di ripristino.
L’obiettivo è evitare che alle perdite causate dagli incendi si aggiungano quelle legate ai ritardi burocratici. «Servono scelte politiche rapide e coraggiose», concludono Cualbu e Saba. «Sostenere agricoltori e allevatori significa difendere anche il presidio del territorio, l’economia delle aree interne e la sicurezza ambientale e sociale della Sardegna».
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