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Olbia, ancora spaccio e degrado a San Simplicio: «Impossibile vivere così»

Olbia, ancora spaccio e degrado a San Simplicio: «Impossibile vivere così»

La denuncia dei residenti di via Fiume d’Italia: «Vogliamo sicurezza e serenità»

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Olbia La situazione è fuori controllo. A dirlo sono i residenti del quartiere di San Simplicio. E in particolare quelli di via Fiume d’Italia. Così hanno preso carta e penna e hanno scritto a questore, prefetto, carabinieri e, per conoscenza, al sindaco. I problemi sono gli stessi da anni, ma il peggioramento è progressivo: spaccio, risse, rifiuti e ubriachi davanti ai portoni. I residenti raccontano di avere paura di rientrare a casa. «C’è chi evita di tornare da solo nelle ore serali – raccontano gli autori della lettera – e chi, prima di entrare nel proprio palazzo, deve farsi largo tra le persone che stazionano davanti all’ingresso. Ma c’è anche chi ha smesso di invitare amici e parenti per l’imbarazzo di mostrare ciò che è diventato il quartiere».

San Simplicio è da tempo il rione più difficile della città. La speranza è che i lavori di riqualificazione urbana avviati attraverso il Pinqua portino un giorno i loro risultati, ma la svolta è ancora lontana. «Non chiediamo privilegi, chiediamo semplicemente di poter entrare a casa nostra – dicono i residenti di via Fiume d’Italia, soprattutto quelli del tratto all’angolo con via Vittorio Veneto –. Il consumo di alcolici in strada inizia fin dalle prime ore del mattino e prosegue per gran parte della giornata, accompagnato da urla, schiamazzi, alterchi e, in alcuni casi, vere e proprie risse. A ciò si aggiungono bottiglie e lattine abbandonate negli spazi pubblici, con conseguenze evidenti sulla sicurezza, sulla tranquillità e sulla vivibilità di chi nel quartiere vive, lavora o semplicemente transita».

Poi c’è lo spaccio, alla luce del sole e tra le auto parcheggiate lungo la via. «A tutto questo si aggiungono rifiuti, sporcizia e un senso diffuso di abbandono che contrasta con il ruolo di via Fiume d’Italia quale accesso al centro cittadino – proseguono i residenti, che preferiscono mantenere l’anonimato per timore di ritorsioni –. Una situazione che finisce per danneggiare anche le attività commerciali, costrette ogni giorno a convivere con un’immagine sempre più deteriorata del quartiere. La presenza delle forze dell’ordine è praticamente inesistente. La percezione condivisa è quella di un problema conosciuto, ma affrontato soltanto in maniera sporadica, senza un’azione continuativa capace di restituire sicurezza e serenità».

Anche sul fronte politico prevale la delusione. «Abbiamo contattato esponenti di entrambe le parti, ma nessuno ha dato seguito alle nostre richieste. La sensazione è che il problema venga ignorato finché non farà notizia – proseguono i cittadini –. Non vogliamo alimentare polemiche. Vogliamo poter uscire e rientrare in casa senza paura, senza dover chiedere il permesso per attraversare il nostro ingresso e senza assistere ogni giorno a scene che non dovrebbero appartenere a una città civile». I residenti chiedono al Comune di adottare interventi urgenti e concreti, come l’intensificazione dei controlli e un limite al consumo degli alcolici negli spazi pubblici anche di mattina e di pomeriggio. «La richiesta – precisano – non è quella di penalizzare indiscriminatamente le attività commerciali né di allontanare le persone, ma di contrastare comportamenti che limitano la libertà degli altri cittadini e possono mettere a rischio la sicurezza pubblica. Il diritto di vendere e consumare alcolici deve conciliarsi con quello dei residenti a vivere serenamente. Il tempo delle promesse è finito. Occorre intervenire prima che accada qualcosa di ancora più grave». (d.b.)

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