Lettere anonime con minacce di morte alla dipendente comunale: arrestato lo stalker
Era un vecchio fidanzato della vittima, a incastrarlo una perizia calligrafica
Arzachena Da oltre un anno la perseguitava inviandole lettere anonime con ingiurie, minacce di morte e croci disegnate. Vittima una dipendente del Comune di Arzachena. Ma è stato incastrato proprio dalla sua scrittura. Allo stalker, i poliziotti del commissariato di Porto Cervo, coordinati dalla dirigente Valentina Piras, sono risaliti anche grazie a una perizia calligrafica. Oggi 21 agosto, l’uomo, 48 anni di Arzachena, è stato arrestato dalla polizia che ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per atti persecutori disposta dalla gip del tribunale di Tempio Federica Distefano, su richiesta della pm Sara Martino. L’uomo è risultato essere il primo fidanzato della donna, il loro rapporto si era interrotto nel lontano 2007. Nel corso delle indagini, il 48enne avrebbe perseguitato anche un’altra donna, una sua vicina di casa. Condotta che gli è costata, nel maggio scorso, l’applicazione della misura del divieto di avvicinamento alla vittima con l’applicazione del braccialetto elettronico, e l’allontanamento dalla casa familiare.
La prima lettera anonima ricevuta dalla dipendente comunale di Arzachena , risale al 4 dicembre 2024. Le era stata recapitata a casa. Al suo interno, una cartuccia con pallini di colore rosso calibro 12 marca Winchester e tre biglietti con frasi ingiuriose, denigratorie e minacce di morte con diverse croci disegnate. Successivamente aveva ricevuto altre due lettere anonime, sempre con frasi minatorie. In tutti i casi era stata chiesta l’archiviazione alla Procura di Tempio non avendo gli investigatori rilevato elementi utili per risalire all’autore. Ma la paura e lo stato d’ansia della donna aumentavano sempre di più. Gli investigatori avevano quindi provveduto a installare una telecamera nei pressi della sua abitazione. Nel frattempo, il 22 ottobre 2025 lo stalker aveva inviato all’ufficio postale di Arzachena una nuova lettera anonima, sempre all’indirizzo della povera ragazza. I dipendenti erano stati preallertati dalla polizia di non manipolare la lettera così da poter estrapolare eventuali impronte o tracce di dna utili a risalire all’autore. Allo stesso tempo le telecamere posizionate nell’abitazione della donna avevano immortalato il passaggio di un’auto durante la notte, la cui targa rilevata aveva consentito agli investigatori di risalire al proprietario. Che è risultato essere, appunto, il primo fidanzato della ragazza.
Un elemento importante per gli investigatori che hanno chiesto alla Procura di Tempio un decreto di perquisizione volto alla ricerca di tracce utili ma soprattutto di manoscritti da poter comparare con le lettere anonime. Diversi gli scritti trovati e sequestrati nell’abitazione, che sono stati confrontati con l’ultima lettera anonima ricevuta dalla donna. A quel punto, sono stati interessati gli esperti calligrafici del Gabinetto regionale di Cagliari della polizia scientifica e dagli accertamenti è emersa la stessa gestualità grafomotoria tra i documenti sequestrati nella casa dell’indagato e la lettera anonima. Alla luce di questo risultato, gli investigatori del commissariato di Porto Cervo, ritenendo che anche le precedenti missive fossero state scritte dalla stessa mano, hanno chiesto al magistrato inquirente la riaperture dei precedenti fatti archiviati in modo tale da poter effettuare la comparazione calligrafica anche di tutte le precedenti lettere. Nonostante gli fosse già stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini, agli inizi di luglio, il 48enne aveva inviato all’ufficio postale un’altra lettera anonima indirizzata alla dipendente comunale. Anche in quel caso la perizia calligrafica ha stabilito che era lui l’autore. Oggi l’arresto e il trasferimento nel carcere di Bancali. L’uomo è difeso dall’avvocato Gianluca Di Bella, del foro di Nuoro. (t.s.)
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