Olbia Non è certo il periodo ideale per costruire alleanze e strategie, ma la deadline si avvicina e tocca rimboccarsi le maniche. È in un incontro quasi balneare, per esempio, che Fratelli d’Italia ha cominciato a tracciare la strada che porterà alle elezioni comunali della prossima primavera. Non una semplice riunione tra tesserati ma un confronto direttamente con Arianna Meloni, in questi giorni in Gallura. La sorella della premier Giorgia, e capo della segretaria politica del partito, ha incontrato i dirigenti locali di Fratelli d’Italia, a cominciare dai coordinatori cittadino e provinciale Marco Piro e Mario Russu. Tra i temi affrontati le comunali di Olbia. Appuntamento al quale Fdi vuole presentarsi unito e, a differenza delle amministrative del 2021, come uno dei perni sui quali si dovrà poggiare la coalizione di centrodestra.
Verso le comunali
Cinque anni fa Fratelli d’Italia, senza simbolo ma con l’impegno diretto di diversi dirigenti e militanti, aveva fatto squadra con il centrosinistra per sostenere la candidatura a sindaco di Augusto Navone, poi sconfitto da Settimo Nizzi. La frattura sembrerebbe essersi ricomposta ed è così che Fratelli d’Italia, primo partito a livello nazionale, si candida a dire la sua anche a Olbia, città che però è da decenni un feudo azzurro a trazione nizziana. E a proposito di Settimo Nizzi, e quindi di nomi, al momento il primo cittadino non risulta ricandidabile. Non nega di sperare nella modifica alla legge che vieta il terzo mandato per i sindaci delle città con oltre 15mila abitanti, ma per ora – a parte qualche movimento dalle parti del Parlamento – non c’è niente di concreto. Ancora difficile immaginare uno scenario per il post Settimo Nizzi. Per adesso restano i nomi dei soliti papabili: Pietro Carzedda, Sabrina Serra, Angelo Cocciu. Qualche mese fa, in un sondaggio telefonico, sempre sul fronte del centrodestra era stato fatto anche quello della commercialista Gabriela Savigni. Si vedrà. Prima il nodo sul terzo mandato, poi, eventualmente, il nome del successore.
Il centrosinistra
Dalle parti del centrodestra, dunque, ci si muove ma senza slanci o passi falsi. Stesso discorso per il centrosinistra. Anche qui la situazione appare piuttosto nebulosa. È da mesi che circola con insistenza il nome di Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione, l’uomo forte del Pd gallurese (e non solo) con un passato da sindaco di Loiri. Il diretto interessato, in ogni caso, non ha mai confermato nulla. Anche su questa sponda restano i nomi dei soliti papabili, tra l’altro molto vicini tra loro e sicuramente non disposti allo sgambetto. È il caso di Ivana Russu – capogruppo dem in consiglio comunale e vicesegretaria regionale del partito – e Gianluca Corda, consigliere comunale. C’è poi Rino Piccinnu, ex assessore comunale e fino a un anno fa amministratore straordinario della nuova Provincia Gallura. «Io sindaco? Non è che non mi piacerebbe, è che non decido io» aveva commentato Piccinnu la scorsa estate. Tutto abbastanza incerto, insomma. Lo scorso marzo il segretario cittadino del Pd Pietro Spano, aprendo anche all’ipotesi delle primarie, si era raccomandato: «Prima la coalizione, poi il partito e infine il nome». (d.b.)