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L’omicidio a Conca Entosa

Delitto Cinzia Pinna, il padre dell’assassino accusato di maltrattamenti dalla moglie: «Tutto inventato, la querelo»

Delitto Cinzia Pinna, il padre dell’assassino accusato di maltrattamenti dalla moglie: «Tutto inventato, la querelo»

Mario Ragnedda risponde a Nicolina Giagheddu. L’avvocato: «La donna ha sottratto denaro al marito»

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Palau Mario Ragnedda, padre di Emanuele Ragnedda, reo confesso dell’omicidio di Cinzia Pinna, smentisce le dichiarazioni della moglie Nicolina Giagheddu, che in una denuncia querela presentata alla Procura di Tempio lo accusa di averla maltrattata e minacciata per trent’anni.

«Sono dichiarazioni destituite di qualsiasi fondamento e gravemente lesive della mia onorabilità. La descrizione fornita e i fatti raccontati sono frutto di pura invenzione e di una gravissima alterazione della realtà», dice Mario Ragnedda, che attraverso il proprio legale, l’avvocato Gabriele Satta, si riserva di denunciare per calunnia e querelare per diffamazione la donna. «Chiunque conosca la vita privata, lavorativa e professionale del signor  Ragnedda può testimoniarne il carattere pacifico, la costante bontà e mitezza d’animo – aggiunge l’avvocato Satta –  Non sono chiare le reali motivazioni che spingono oggi la Giagheddu a tali esternazioni: non possono escludersi tuttavia ragioni di natura economica, collegate ad ingenti somme di denaro sottratte al marito e al timore di dovute e necessarie azioni di tutela e reintegrazione patrimoniale. I tragici e dolorosi fatti che vedono coinvolto il figlio avrebbero imposto a chiunque senso di responsabilità, riservatezza e rispetto per la giustizia; si assiste invece ad una forsennata ricerca di protagonismo sulla stampa e sui social media. Mario Ragnedda ribadisce la propria fiducia nella magistratura affinché la Giustizia faccia il suo corso e la verità prevalga su ogni mistificazione». 

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