Emergenza abitativa a Olbia, la casa costa troppo e anche gli insegnanti vanno via
Allarme di Cgil Gallura e Flc Cgil Olbia-Tempio: «Una persona può accettare per alcuni mesi una stanza o un appartamento condiviso. Ma quando si deve trasferire con la famiglia la risposta è no»
Olbia La contraddizione è tutta qui: Olbia continua ad avere bisogno di personale, ma per chi arriva trovare una casa e trasformare il lavoro in un progetto di vita diventa sempre più difficile. Un problema già emerso sul fronte del caro-affitti e della pressione degli affitti turistici, che ora mette in crisi anche il sistema scolastico: la difficoltà abitativa rende infatti più difficile reclutare e soprattutto trattenere chi opera nella scuola.
È la tesi del dossier della Cgil Gallura e della Flc Cgil Olbia-Tempio “L’emergenza abitativa è emergenza scolastica”. «Per l’anno scolastico 2026/27 sono state pubblicate 211 assegnazioni in ruolo nelle scuole della Gallura, contro le 102 del Sassarese. Rapportando i numeri agli abitanti, la Gallura rappresenta il 33,9% della popolazione dei due territori ma raccoglie il 67,4% delle assegnazioni: 13,23 ruoli ogni 10 mila abitanti contro 3,28 nel Sassarese, quasi quattro volte tanto.
La Gallura deve assorbire continuamente molto più personale, anche in valore assoluto – spiegano Danilo Deiana e Rossano Dore, segretari generali della Cgil Gallura e della Flc Cgil Olbia-Tempio –. Il dato non dimostra, da solo, che il caro-casa sia l’unica causa: incidono anche pensionamenti, mobilità, dimensionamento, contingenti e rinunce». Ma il problema abitativo può diventare decisivo quando si tratta di restare.
«Una persona può accettare per alcuni mesi una stanza, un appartamento condiviso o un contratto da settembre a maggio. La vera difficoltà arriva quando deve decidere se trasferire qui la famiglia e acquistare casa a Olbia. E sempre più spesso la risposta è no. La sede può diventare definitiva sul piano giuridico e restare provvisoria nella vita del lavoratore».
A luglio 2026, rileva il dossier, «a Olbia il prezzo medio per acquistare casa era di 3.696 euro al metro quadrato, contro i 1.319 di Sassari; per gli affitti 24 euro al metro quadrato al mese contro 9,9. Anche la durata dei contratti pesa: negli annunci esaminati a inizio settembre, tra gli “affitti a lungo termine”, compaiono abitazioni disponibili da ottobre al 31 maggio. Le offerte analizzate vanno dai 600 euro per un bilocale di 52 metri quadrati ai 550 più 50 di spese per uno di 45, fino ai 600 più 150 di consumi e spese per un appartamento di 70. Per una locazione annuale, una delle offerte più economiche per un bilocale di circa 60 metri quadrati arriva a 800 euro al mese».
Il paradosso: «Il 31 maggio la scuola non è finita. Il calendario regionale fissa la fine delle lezioni all’8 giugno, mentre per l’infanzia si arriva al 30 giugno; restano scrutini, riunioni, adempimenti ed esami. Per il mercato immobiliare giugno è l’inizio della stagione turistica. Per la scuola è uno dei periodi più delicati dell’anno. Chi deve lasciare l’alloggio a maggio deve quindi trovare una seconda sistemazione, pagare prezzi turistici o spostarsi in un altro comune: in estate alcuni appartamenti arrivano a 500 o 700 euro a settimana, una villetta da 600 a 1.000 euro».
E gli stipendi rendono il problema ancora più evidente. «Un affitto da 800 euro può assorbire il 57% del netto di un collaboratore scolastico, il 53% di un assistente amministrativo o tecnico, il 46% di un docente dell’infanzia o primaria e il 44% di un docente della secondaria, prima di utenze, condominio, trasporti, alimentazione e altre spese familiari. Una casa da 800 euro assorbe da sola più della metà del netto stimato di un assistente Ata».
La casa incide sulla scuola a tre livelli: reclutamento, permanenza e mancato radicamento. «Un ricambio continuo significa per le scuole perdere esperienza e dover ricostruire ogni anno equilibri e relazioni con studenti e famiglie. Un costo che non compare nei bilanci, ma pesa sul tempo, sull’organizzazione e sulla qualità del servizio».
Sempre per l’anno scolastico 2026/27 i contratti annuali su posti di organico di diritto sono 123 in Gallura contro 78 nel Sassarese. Dopo la mobilità risultavano inoltre 189 posti Ata vacanti e disponibili in Gallura, tra collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici e altri profili. La scuola è però soltanto il punto in cui il problema diventa più visibile. «Il caso del personale scolastico è emblematico, ma non isolato – sostengono Deiana e Dore –: la stessa difficoltà riguarda i lavoratori della sanità, del commercio, dei servizi, della pubblica amministrazione oltre a giovani coppie e famiglie. La crescita economica e turistica aumenta il valore degli immobili, ma la riduzione dell’offerta residenziale stabile e l’aumento di affitti e prezzi rischiano di allontanare proprio le persone necessarie a sostenere quell’economia e i servizi». È quella che il dossier definisce «espulsione dei redditi da lavoro». E infine: «Noi non siamo contro il turismo né contro la crescita economica, ma contro un modello di sviluppo nel quale una città può diventare sempre più ricca e, contemporaneamente, sempre più difficile da abitare per chi lavora». Da qui l’appello a Comune di Olbia, Provincia Gallura Nord-Est Sardegna, Regione, Area, Ufficio scolastico e Governo: «Serve un piano comune con recupero del patrimonio pubblico, edilizia sociale e convenzionata, foresterie, incentivi agli affitti annuali e soluzioni per i mesi della stagione turistica. Perché la vera domanda è quale Gallura vogliamo costruire: una terra dove si arriva per lavorare e si è costretti ad andarsene, o dove si può costruire il proprio futuro? L’emergenza abitativa è ormai emergenza scolastica».
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