Olbia La nuova corsa allo spazio è partita e la Sardegna si ritaglia un posto in rampa di lancio. Basta fare un giro tra le sale del museo archeologico di Olbia per rendersi conto che stelle e pianeti non sono poi così lontani. L’isola ci crede e schiera così menti, competenze, aziende e progetti in grado di fare la differenza nel vasto e complesso universo della space economy. È con questa consapevolezza che oggi, giovedì 1 ottobre, ha preso il via la quarta edizione del Festival dell’aerospazio: tre giorni di dibattiti, mostre e laboratori che trasformano il museo in un luogo di incontro tra industria, ricerca, istituzioni, università, professionisti e studenti. In cabina di regia Astec – cioè l’AeroSpace Technology Education Center fondato a Olbia dall’ingegnera aerospaziale Marilisa Pischedda –, con il sostegno di Regione, Comune, Cipnes e UniOlbia.
Il festival
La manifestazione proseguirà fino a sabato 3 ottobre con una lunga serie di incontri a cui partecipano relatori di livello internazionale. Domani, tra le altre cose, la tappa ufficiale degli Stati generali della Space economy. Il filo conduttore dell’edizione 2026 sono le tecnologie abilitanti: dall’intelligenza artificiale alla robotica, dai nuovi materiali alla manifattura avanzata, dalle telecomunicazioni alle infrastrutture. Tecnologie destinate a rendere possibile una presenza umana sempre più lunga nello spazio, ma anche a produrre applicazioni, innovazione e nuove filiere sulla Terra. «Le tecnologie abilitanti – spiega Pischedda – consentiranno di accedere alla Space economy non soltanto alle aziende che già operano nell’aerospazio, ma anche a quelle che lavorano in settori affini e che potranno trovare nuove applicazioni per le proprie competenze. La Regione continua a denunciare la mancanza di profili altamente qualificati. Le aziende di questo settore avranno sempre più bisogno di professionisti e quei professionisti oggi sono nei banchi delle nostre scuole e università». Per il sindaco Settimo Nizzi il coinvolgimento di istituzioni e realtà territoriali è un’opportunità per i «giovani e le aziende di tutta la Sardegna, con ricadute concrete nel mondo del lavoro, dell’innovazione e della conoscenza. Aerospazio e innovazione tecnologica costituiscono un tema di sviluppo fondamentale per il Dipartimento dell’Innovazione di Olbia e le facoltà di Ingegneria nautica e Aeronautica». Presenti al taglio del nastro anche il questore Filiberto Mastrapasqua, Vittorio Beccu, delegato del presidente della Camera di commercio del Nord Sardegna, e la vicesindaca Sabrina Serra, che sottolinea: «Olbia è una città dinamica, aperta, che guarda avanti. Queste manifestazioni contribuiscono a costruire una cultura dell’innovazione e ci ricordano che investire nell’educazione significa investire nello sviluppo futuro del territorio».
La Sardegna
In prima fila anche alcune aziende sarde e il Distretto aerospaziale della Sardegna. «L’isola ha un legame storico con lo sviluppo del settore, iniziato già negli anni Sessanta – spiega Giovanni Caprara, editorialista scientifico del Corriere della Sera –. Oggi la Sardegna dispone di competenze e infrastrutture di alto livello, dal Sardinia Radio Telescope alle università e ai sistemi di supercalcolo, fino alla prospettiva dell’ Einstein Telescope. La Sardegna può avere un ruolo importante nella nuova economia dello spazio».