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L’inchiesta-bis

Garlasco, la famiglia Poggi non si costituirà parte civile contro Sempio: «Non chiediamo soldi agli innocenti»


	Chiara Poggi, Andrea Sempio, Alberto Stasi
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Chiara Poggi, Andrea Sempio, Alberto Stasi

I familiari di Chiara parlano attraverso i legali e confermano la loro posizione nei confronti dell’indagato per l’omicidio

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Garlasco «Chiedere soldi a Sempio sarebbe paradossale». Con queste parole l'avvocato Francesco Compagna, che insieme al collega Gianluigi Tizzoni assiste i Poggi, ribadisce la linea dei familiari di Chiara, uccisa il 13 agosto del 2007, confermando che non si costituiranno parte civile contro Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Una posizione netta, affidata a una nota ufficiale inviata all'Ansa dai legali che rappresentano Rita Preda, Giuseppe e Marco Poggi. Per l'avvocato Tizzoni la questione si scontra innanzitutto con un muro tecnico: si tratta di "valutazioni premature" che non possono trovare spazio «finché rimarrà esecutiva la sentenza a carico di Stasi», condannato in via definitiva nel 2015 per l'omicidio di Chiara Poggi. Da un punto di vista formale, sottolinea Tizzoni, la costituzione di parte civile nei confronti di Sempio non può nemmeno porsi, dal momento che «sarebbe come richiedere due volte un risarcimento per lo stesso reato».  Nel processo originario contro Alberto Stasi, la famiglia della vittima si era invece costituita parte civile, ottenendo circa 400mila euro. Le dichiarazioni dei Poggi arrivano poche ore dopo la divulgazione di alcune intercettazioni in cui la madre di Andrea Sempio  riferendosi alla vittima Chiara Poggi la definisce “maledetta”.

La linea dei legali e il nodo Stasi

Sul fronte dei rapporti con l'indagato, il legale Francesco Compagna è ancora più diretto: «Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti», ha detto l'avvocato, sottolineando l'assenza di qualsiasi pretesa risarcitoria e ricordando che i gradi di giudizio per Sempio non sono ancora stati fissati, senza dare per scontato che il giudice per le indagini preliminari accolga la richiesta della Procura di Pavia sul rinvio a giudizio. I Poggi saranno comunque parte attiva nell'eventuale giudizio di revisione che dovesse essere proposto dalla difesa di Alberto Stasi, rappresentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis.

Le polemiche e lo scontro sui Ris

Il quadro resta rovente anche sul fronte delle perizie e delle polemiche pubbliche. Dal 28 settembre, giorno della chiusura delle indagini, il caso è tornato al centro di fortissime tensioni. Sotto i riflettori sono finiti i Ris di Parma per il lavoro svolto nel 2007, dopo che i pm di Pavia hanno evidenziato presunte omissioni sulle contro-analisi relative al DNA sui pedali della bicicletta di Stasi. Secondo la difesa di quest'ultimo, quei rilievi — che escludevano la presenza del profilo genetico di Chiara Poggi — avrebbero potuto conferire un esito ben diverso al procedimento. Le frizioni si sono spostate anche in tv, culminando il 1° ottobre in un acceso scontro a Storie Italiane tra l'avvocato De Rensis e l'ex generale dei Ris Luciano Garofano. Quest'ultimo ha parlato di un "linciaggio mediatico basato sul nulla", scatenando la reazione ironica della difesa di Stasi e la conseguente interruzione del collegamento da parte dell'ex ufficiale.

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