Olbia L’università avanza a suon di idee, tecnologia e milioni pronti da investire. L’ultima novità si registra ancora una volta dalle parti della zona industriale: nel giro di qualche anno, a due passi dal mare, prenderà forma un maxi hub dedicato all’innovazione. In altre parole, una struttura fisica dove saranno allestiti laboratori di altissimo profilo tecnologico. Si parla di robotica, intelligenza artificiale, blue economy, ricerca: il tutto rivolto all’universo della nautica e dell’ aeronautica. Il progetto – che può contare su un tesoro di 25 milioni di euro proveniente dai fondi Fsc, sulla base di un accordo tra Stato e Regione – nasce da una importante partnership tra il Cipnes Gallura e l’ Università di Cagliari, due pilastri del più ampio Consorzio UniOlbia. Il futuro hub sarà infatti a servizio dei corsi di laurea triennali in Ingegneria navale e in Tecnologie industriali elettriche e aeronautiche e del corso magistrale, sempre in Ingegneria navale, che sarà attivata il prossimo anno. Ma non solo: l’obiettivo è anche quello di creare un punto di incontro tra il mondo accademico e il polo della nautica, che a Olbia conta una novantina di aziende. La nuova struttura sarà costruita accanto alla Pte oggi in fase di ultimazione, cioè lo spazio destinato al Dipartimento dell’innovazione dell’Università di Sassari del quale si abbondantemente parlato nelle scorse settimane. Nessun timore: da UniOlbia assicurano che non si tratterà di un doppione ma di due spazi complementari e destinati ad ambiti sostanzialmente diversi.
Il nuovo hub
Il progetto della struttura che sorgerà in zona industriale è stato presentato da Aldo Carta, presidente di UniOlbia e dg del Cipnes, dal rettore di Cagliari Francesco Mola, dal presidente del Cipnes Livio Fideli, dal dg dell’Università di Cagliari Aldo Murru e dal docente Gianluca Gatto. «Realizzeremo un contenitore che potrà contare su numerose componenti – spiega Aldo Carta –. Stiamo parlando di alta formazione, di innovazione tecnologica applicata alla nautica e all’aeronautica. L’obiettivo è quello di creare uno spirito imprenditoriale e una nuova cultura della ricerca e dell’innovazione». Livio Fideli aggiunge: «È un accordo ventennale che ci permetterà di formare i ragazzi e, allo stesso tempo, supportare le imprese nella loro crescita dal punto di vista tecnologico». Nella struttura saranno realizzati laboratori con simulatori particolarmente avanzati e tecnologie in grado di progettare le imbarcazioni del futuro. Qui gli studenti, insieme ai docenti, potranno anche cominciare a fare impresa e a creare le loro startup. «Sono molto ottimista – commenta il rettore Francesco Mola –. Molti dei nostri ragazzi diventeranno presto imprenditori. Non puntiamo più sul modello sequenziale ma su quello parallelo: non bisogna attendere la fine degli studi per pensare a come fare impresa. A Olbia realizzeremo un hub rivolto non solo agli studenti ma anche al tessuto produttivo. La tecnologia avanza molto velocemente e non possiamo correre il rischio di restare indietro». La struttura gemella della Pte nascerà a Olbia ma, naturalmente, guarderà a tutta la Sardegna e non solo. Al momento sono una settantina gli studenti del corso triennale in Ingegneria navale, mentre quelli del corso di Aeronautica sono una dozzina. Tra loro anche ragazzi provenienti da altre regioni.
Unica a Olbia
Hub dell’innovazione a parte, l’Università di Cagliari, a Olbia, usufruisce di altri spazi. Le lezioni dei corsi di ingegneria si tengono da due anni nell’ ex area Sep di via Dei Lidi. Un primo capannone è stato ristrutturato anni fa e adesso è pienamente operativo. Nel frattempo UniOlbia ha ricevuto ulteriori cinque milioni di euro dalla Regione per ristrutturare altri tre capannoni – per aule didattiche e laboratori –, gli spazi esterni e anche il molo da utilizzare per la sperimentazione di nuove imbarcazioni. Sempre l’Università di Cagliari, un giorno, potrà utilizzare l’ex caserma della guardia di finanza di corso Umberto, abbandonata da decenni. Qui troveranno posto uffici amministrativi, altre aule e anche una biblioteca universitaria. A realizzare i lavori sarà il Comune di Olbia, che ha da poco ricevuto un apposito finanziamento da parte della Regione. Considerati anche i corsi dell’ateneo di Sassari, si va dunque verso un’università sempre più diffusa. Per questo il presidente di UniOlbia, Aldo Carta, ha spiegato di essere al lavoro con Regione e Comune con l’obiettivo di migliorare i collegamenti interni in città. È stato inoltre confermato che le prime stanze del maxi campus da 464 posti letto del Geovillage saranno disponibili nel mese di novembre.