Olbia, si schianta con la moto e muore davanti al figlio 17enne – La ricostruzione dell’incidente
La tragedia lungo il viale Isola Bianca. Quasi illeso il ragazzo
Olbia Uno schianto terrificante, una moto accartocciata e una vita spezzata in un secondo. Quella di Emanuele Vitiello, 52 anni, che nel pomeriggio di oggi, venerdì 30 ottobre, viaggiava in sella alla sua Yamaha 1000 con il figlio di 17 anni seduto dietro. Il ragazzo è sopravvissuto allo schianto, riportando una distorsione al polso. Il padre, invece, è morto sul colpo nell’impatto con una motrice sulla rotatoria del viale Isola Bianca, proprio a poca distanza dal cantiere nautico dove lavorava.
La scena che si è presentata ai soccorritori poco dopo le 15.30 era impressionante. La Yamaha era rimasta incastrata tra una delle ruote e la lamiera della motrice, completamente schiacciata e deformata dall’urto. Il fanale posteriore era ancora acceso. Un casco sull’asfalto, l’altro vicino al serbatoio. Per Emanuele Vitiello non c’è stato nulla da fare: i medici del 118 hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Il figlio, che potrebbe essere stato sbalzato lontano dalla moto al momento dell’impatto, è riuscito a salvarsi. Soccorso e trasportato in ambulanza in ospedale, era sotto choc. Emanuele Vitiello era sposato e lascia la moglie e due figli: il ragazzo che viaggiava con lui e una figlia più piccola. La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente e sul posto, oltre ai familiari, sono arrivati conoscenti, compagni di lavoro.
Attorno alla rotatoria, il silenzio è stato interrotto soltanto dal pianto e dalle voci spezzate di chi conosceva Emanuele. Una scena di grande e infinito dolore, mentre i soccorritori e le forze dell’ordine sono stati impegnati sino a tarda sera. L’allarme è stato dato rapidamente e anche l’elicottero del 118 si è precipitato nella zona nel giro di qualche minuto, ma non è mai atterrato. Hanno lavorato i carabinieri della stazione di Olbia Centro e del Reparto territoriale, impegnati nella ricostruzione della dinamica, ma c’erano anche una volante del commissariato, la polizia locale, i vigili del fuoco della Basa e la guardia costiera.
La motrice coinvolta appartiene alla Mpa Servizi e Trasporti di Sassari e alla guida c’era un autista della società. Tremava, piangeva, non riusciva a parlare. Secondo le prime informazioni, ancora da verificare, il mezzo pesante sarebbe arrivato da una delle aree destinate allo scarico, forse dopo aver parcheggiato un autoarticolato. Poi il tragico incidente, nel centro della rotatoria. I carabinieri stanno ricostruendo ogni passaggio: la provenienza della moto, la posizione dei mezzi, le traiettorie e le circostanze che hanno preceduto il violentissimo scontro. Solo i rilievi e le eventuali verifiche tecniche potranno fornire risposte.
Il viale Isola Bianca è uno snodo fondamentale per il traffico portuale. Anche dopo l’incidente, la viabilità non è stata completamente interrotta, per consentire il passaggio di coloro che dovevano imbarcarsi e per non bloccare le operazioni dello scalo. E così gli automobilisti di passaggio si sono trovati davanti all’improvviso la moto incastrata sotto la motrice, i mezzi di soccorso, le forze dell'ordine, i familiari. Si è dovuto attendere il via liber a del magistrato prima di poter rimuovere la salma. Subito dopo i vigili del fuoco hanno quindi potuto completare le operazioni e mettere in sicurezza la zona. Anche la posizione dell’autista, che aveva appena terminato il suo turno di lavoro, sarà valutata nell’ambito degli accertamenti sull’incidente.
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