Padru Il paese in festa spegne le sue prime trenta candeline. Una per ogni anno di vita del Comune più giovane della Sardegna: Padru, che nel 1996, dopo una lunga battaglia, ottenne l’autonomia da Buddusò. Per la comunità, quella di oggi, venerdì 30 ottobre, è una lunga giornata all’insegna dei ricordi, dell’identità istituzionale, del senso di appartenenza e della valorizzazione delle eccellenze del paese e di tutto il suo territorio. In cabina di regia, naturalmente, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonello Idini, che ha organizzato incontri, cerimonie e concerti con il contributo e il sostegno di Regione, Fondazione di Sardegna e Comunità montana del Monte Acuto. Grandi protagonisti anche gli alunni delle scuole, presenti in ogni momento della giornata. Ad aprire la mattinata, in aula consiliare, la presentazione di un murale celebrativo. Non poteva certo mancare Antonio Satta, sindaco di Padru per vent’anni e grande artefice dell’autonomia del paese.
Trent’anni dopo
«Il murale raffigura una pergamena in cui sono riportati i nomi dei sindaci che hanno amministrato il paese – ha spiegato Antonello Idini –. Poi, accanto, è raffigurato il nostro territorio con tutte le frazioni. Questo è il dono che facciamo ad Antonio Satta in occasione di questi trent’anni». La mattinata è proseguita in piazza Unità d’Italia con la messa celebrata da monsignor Corrado Melis, vescovo di Ozieri, e accompagnata dal coro Santa Nastasia di Buddusò, diretto da Pietro Marrone, e dal canto finale di Maria Giovanna Cherchi, che ha emozionato con il Deus ti salvet, Maria. A presentare la cerimonia all’aperto Giuliano Marongiu. «È una giornata speciale – ha detto il sindaco Idini – in cui ci ritroviamo uniti per celebrare un traguardo fondamentale per la nostra comunità. Trent’anni fa Padru conquistava la sua autonomia istituzionale e la sua nascita è stata la vittoria di un popolo e il coronamento del desiderio di un’intera comunità, che voleva guidare da sé il proprio destino valorizzando radici e territorio. Guardando indietro, ci rendiamo conto di quanto sia profondo il significato di essere Comune. Da sindaco, ma prima di tutto da cittadino di Padru, sento oggi un grande sentimento di riconoscenza nel rappresentare questa comunità. L’autonomia ci ha permesso di valorizzare al meglio un territorio straordinario. È doveroso rivolgere un pensiero di gratitudine a tutti i cittadini di allora e, in modo particolare, ai componenti del comitato promotore che ci ha regalato questa grande opportunità, cioè quella di prendere in mano il nostro destino e gestire autonomamente la nostra terra e la nostra comunità».
Il primo sindaco
L’autonomia non sarebbe stata possibile senza la guida di Antonio Satta. Salito sul palco, ha ricordato la storia della comunità di Padru e di come la legge regionale del 3 gennaio 1996 – che sancì di fatto l’autonomia – abbia cambiato per sempre la storia di un paese che, nel tempo, si è sviluppato e si è trasformato in un punto di riferimento per il territorio. «Il momento più bello – ha detto Satta – è stato quando abbiamo dovuto creare le condizioni per l’inizio del percorso di autonomia. È stata l’occasione per realizzare le strutture, i servizi e le realtà che oggi abbiamo. Sono contento di essere stato sindaco per vent’anni e questa è l’occasione per ringraziare tutti». Nel corso della mattinata è intervenuto anche il vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni. «Se ancora oggi, dopo trent’anni, parliamo del Comune più giovane della Sardegna – ha detto Meloni –, significa che da quel momento in poi sono cambiate tante cose. Riconoscere l’autonomia di Padru è stato un grande gesto di rispetto verso il cittadino». A chiudere la mattinata gli interventi della dirigente della scuola di Padru, Pina Cochi, della sindaca dei ragazzi Stella Canu, del docente universitario ed ex rettore di Sassari Attilio Mastino e l’esibizione della banda della Brigata Sassari. Festa anche nel corso della serata. In programma la sagra degli gnocchetti a cura della Pro Loco di Padru, l’esibizione di Maria Giovanna Cherchi con il maestro Maurizio Bizzarro e, infine, il concerto dei Cugini di Campagna.