Paesone e Atene sarda: Nuoro né carne né pesce
L’OPINIONE - Un centro culturale aperto a scenari internazionali ma costretto a fare i conti con il disagio diffuso (droga, alcol, ludopatia) e col silenzio della politica
Bella questa! Quale? Dice che Nuoro è come una qualsiasi grande capitale europea. Moderna e aperta. Ma dove? E da quando? Nuoro non è neppure una città, tie’, è un paesone piuttosto. Lo diceva su biadu de Giacomino Zirottu: Nuoro non è né carne né pesce. E se è una città, è la città delle contraddizioni, è una città difficile, molto difficile. Complessa e complicata, persino contorta. Eppure ha sempre una finestra spalancata sul mondo, sa guardare lontano, ben oltre l’orizzonte dell’Ortobene. Ora, per esempio: dice che Nuoro è pronta a celebrare i centocinquant’anni dalla nascita de s’abbocau poeta Vate di Sardegna Sebastiano Satta come pure i cento anni dalla Rivoluzione russa. Cosa centrano i bolscevichi e Pietrogrado e l’impero degli Zar con Nuoro? Centrano, altroché! Nuoro dimostra così ancora una volta che è una città aperta magari più di Roma che ha il vantaggio di essere la capitale d’Italia. Nuoro racconterà “Amore e rivoluzione” in una prossima mostra al Museo Man sull’avanguardia russa. Uno scenario storico e internazionale aperto da un villaggio di provincia dell’entroterra sardo. Eppure Nuoro non è più l’Atene sarda dei primi del Novecento, questo è chiaro, c’è poco da discutere. Tant’è vero che è riuscita persino a farsi scappare di mano un gioiello unico come era la biblioteca Satta (intitolata allo stesso Satta Bustianu abbocau poeta).
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Nuoro, piuttosto, è ormai diventata una città come tutte le altre, con i suoi pregi e i suoi mali tipici della metropoli comune. I dati statistici parlano chiaro: è tornata l’eroina, a Nuoro che dagli anni Ottanta ha sempre avuto la cocaina, quando cocaina ce n’era molta di meno persino a Cagliari e a Sassari. E mentre prendono piede le droghe ricreative, si consolida la filiera corta della marijuana. Aumenta la disoccupazione, benché il tasso in città (11,9%) sia inferiore a quello della provincia (14,7%). Cresce, invece, l’abuso di alcol e si abbassa l’età della prima sbornia: 13 anni! L’emergenza abitativa conta ben 120 famiglie a rischio di sfratto. E le slot machine? Una ogni 111 abitanti, la provincia di Nuoro è tra le prime in Italia per ludopatia. Sono solo alcuni dei dati statistici emersi qualche giorno fa nel corso di un dibattito con padre Salvatore Morittu per la serie “Dialoghi Salesiani”. È lì, nella parrocchia di San Domenico Savio, che è venuto a galla il disagio diffuso già protagonista di Nuoro-“Nulla” di Marcello Fois. Il problema è che si va avanti facendo finta di “nulla”. «Con il silenzio della politica» ha denunciato padre Morittu. La nostra società è ammalata, ma nessuno ne parla. Non conviene.
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