Se l'aeroporto di Linate fosse il Paese
Rispettati i tempi di riapertura dello scalo dopo i lavori di ristrutturazione
In cosa consiste la specialità di una notizia? Proclamare un avvenimento qualche volta può voler dire mettere in evidenza non tanto l’argomento stesso, quanto la sua eccezionalità. Quando, per esempio, nel 1886, in tutte le librerie italiane e, subito dopo, in quelle europee, fu messo in vendita il libro Cuore di Edmondo De Amicis, non tutti capirono che non si trattava di un racconto di virtù effettive, ma eccezionali. Il grande scrittore torinese a cui era stato chiesto di provare a costruire una sorta di paradigma del cittadino italiano appena nato, dovette innanzitutto fare i conti con la realtà. E sarebbe a dire che la nostra è una nazione sulla carta più di quanto lo sia nell’intimo. Per questo chiamò Cuore il suo libro.
Tanto più che a De Amicis risultò immediatamente chiaro del nostro Paese qualcosa che gli intellettuali andavano proclamando da sempre, ma che i politici preferivano tacere: l’Italia è un Paese drammaticamente difforme, che non ha un’educazione alla comunità. Come si risolveva dunque il dilemma di indicare un percorso comune a una nazione in cui, già dagli albori, ognuno tirava dalla sua parte?
De Amicis optò per una soluzione geniale: descrivere ed enfatizzare le eccezionalità, smussando, e velando, la normalità. Innanzitutto inventò una formula, direi un punto di vista, assolutorio e incoraggiante che concedesse una prospettiva fiduciosa a tanta evidente incapacità di coesistenza tra le varie anime della nostra neonata Italia. Questa formula è tutt’oggi il nostro mantra sociale: Italiani Brava Gente.
Una sorta di cappottino con cui si difendeva il corpo gracile e attaccabile della nostra pavida, destrorsa, tendenzialmente razzista, egoista, Nazione. Solo quando questi italiani endemicamente difformi, geneticamente polemici, caratterialmente lagnosi, difettosi nel senso di Patria, politicamente pusillanimi, si saranno convinti di essere, definitivamente, “brava gente”, l’eccezionalità potrà sostituire la normalità. Perché ci sorprende un impiegato che ti sorrida, un bambino che dia del Lei ad un adulto, un adolescente che ceda il suo posto in autobus a una signora, un genitore che ammetta le mancanze del proprio figlio con un professore, un paziente che non millanti di saperne più del suo medico, un barbone che restituisca intatto il portafogli carico di soldi a chi l’avesse perso, un bullo che venga isolato e stigmatizzato? Semplicemente perché sono tutte cose che dovrebbero essere “normali” ma che nella realtà incivile e inacidita in cui ci troviamo sono eccezionali.
Ecco perché la notizia dei lavori finiti nei tempi annunciati nell’aeroporto di Linate non è nemmeno una notizia. Una notizia vera, che dovrebbe costringere la brava gente sarda, a scendere in piazza è l’assurda lungaggine dei lavori intorno alla Olbia Sassari. Vent’anni? Ai Sardi brava gente non sembri che arrivi anche a noi il riverbero di quel fatto eccezionale, proprio perché la notizia vera consiste nell’affermare che l’eccezione consiste nel finire i lavori nei tempi concertati. Noi navighiamo nella “normalità” di cantieri infiniti, di fondi che mancano di appalti irrisolti. E tutto ciò con la precisa, trasversale, responsabilità di confondere quanto ci spetta di diritto con quanto ci viene concesso. Dell’essere brava gente abbiamo interiorizzato solo il peggio. Evidentemente.
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