La Nuova Sardegna

Trump e Putin infettati dal Covid

NICOLÒ MIGHELI
Trump e Putin infettati dal Covid

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La pandemia sta mettendo alla prova le leadership di Donald Trump e Vladimir Putin. Il presidente americano a gennaio secondo i sondaggi aveva ampie possibilità di essere rieletto a novembre, aveva evitato abilmente la messa in stato di accusa per il Russia-gate in Senato, godeva di popolarità a causa della disoccupazione inesistente e di una crescita economica continua. Il fronte democratico faticava nelle primarie a trovare un competitor che potesse contrastarlo, mentre lui veniva riconfermato ovunque si presentasse. L’arrivo della pandemia cambia le carte in tavola.

All’inizio Trump, come altri politici di destra la ignora, ci scherza, sostiene che la fortezza Usa non sarebbe stata colpita, chiude le frontiere ma l’infezione era già in casa. New York allo stremo con i contagiati e i morti che rasentano i numeri lombardi. Però finché l’epidemia tocca solo gli Stati delle coste ad amministrazione democratica il presidente non agisce, arriva dire che il virus è un complotto. Solo il virologo Anthony Fauci, massima autorità nel settore, riesce a farlo ragionare dicendogli che se non applica lo stato di crisi sanitaria, impedendo gli spostamenti e chiudendo locali e imprese, c’è il rischio di migliaia di morti. Trump a malincuore l’istituisce, poi però il suo è un atteggiamento altalenante. Appoggia gruppi di suoi sostenitori, a volte armati, che negli Stati democratici pretendono le riaperture; si lancia in discutibili consigli medici. Il presidente fa il Trump di sempre, imprevedibile e inaffidabile. Per la prima volta negli Usa l’effetto crisi non stringe la popolazione intorno al presidente. Dopo l’11 settembre la popolarità di Bush jr. raggiunse il 90%. Trump il 40, solo in questi giorni è risalito nei sondaggi al 47%, questo perché gli americani intravvedono la fine della pandemia. Intanto la disoccupazione ha raggiunto cifre superiori alla crisi del ’29. Il Pil potrebbe crollare del 30%, solo nel primo trimestre è stato -4,8. Trump che pur non ha colpa della pandemia, la usa contro la Cina minacciando una richiesta riparatrice miliardaria. Cosa difficile da ottenere. In più la crisi del petrolio con Wti praticamente gratis.

Se Trump piange Putin non ride. Lui a differenza dell’americano non aveva sottovalutato l’impatto del virus, aveva chiuso subito le frontiere con la Cina, stabilito controlli agli aeroporti. Però anche in Russia Covid circolava da prima. Anche il premier Mikhail Mishustin in questi giorni è risultato contagiato. La Russia dichiara oltre 106.000 contagiati, forse però sono molti di più e l’epidemia sta mettendo a dura prova il fragile sistema sanitario del Paese. La CNN ha trasmesso un video che circolava su Telegram dove si vedono pazienti Covid stipati in una stanza con letti a castello. Una primavera triste per la Russia con un’economia dipendente dal prezzo del petrolio, avrebbe bisogno di finanziamenti ingenti che non trova con il Pil che diminuisce del 4,6%. Putin in aprile con il referendum di riforma costituzionale poteva aspirare a governare fino al 2036, ma non si è tenuto causa virus e chissà quando si terrà. Per la Russia non va bene neanche in politica estera. Il sito di giornalismo investigativo Bellingcat accusa il generale Andrey Burlaka del Fsb -l’ex Kgb- di essere l’uomo che ha fornito i separatisti ucraini del sistema antiaereo Buk che secondo gli olandesi avrebbe abbattuto il volo MH17 della Malaysian Airlines provocando 298 morti. Se le responsabilità russe venissero provate la fine delle sanzioni si allontana di molto. In Siria Putin vorrebbe la stabilizzazione ma Assad non è disposto a dialogare con le opposizioni, preferendo un ritorno impossibile allo statu quo ante. Yevgeny Prigozhin, capo dei contractor della Wagner ha scritto un articolo, poi ritirato, contro Assad, ricordandogli i debiti. Il virus sta sconvolgendo gli equilibri degli ultimi decenni. Trump e Putin ci sono in mezzo.


 

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