E allora dove sta la notizia?
Viviamo in una terra matricentrica, governata da madri che abituano i figli a un’attenzione estrema - IL COMMENTO
Dunque facciamo il punto: Bobore e Totore, chiameremo così i nostri eroi, si “vogliono bene”, come avrebbe detto mia nonna e vogliono anche farlo sapere al mondo. Sono due giovanotti a chilometro zero con tanto di barba curatissima e taglio fresco fresco di parrucchiere: dove sono finiti i barbieri?
A giudicare dall’abbigliamento sono pronti per la sfilata annuale del Redentore, quando la meglio gioventù nuorese indossa l’abito tradizionale, che renderebbe elegante chiunque, per mostrarsi al turista stupefatto. Oppure sono due giovanotti facenti parte di un coro locale pronti per un’esibizione. Hanno svestito il jeans strappato e la maglia attillata, hanno sganciato l’orecchino d’ordinanza e indossato “il costume” che li trasporta nel meraviglioso arcaico barbaricino, terra di maschi schietti, di balentes senza macchia, di ballerini raffinati, di raccontatori affascinanti, di trogloditi di lusso.
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Terra matricentrica, governata cioè da madri idrovore che abituano i figli maschi a un’attenzione estrema negli accostamenti: calzino maglietta, cintura scarpe, giacca camicia; che generano pargoli ripuliti come fotomodelli, vanitosi come levrieri afgani, ambigui come cortigiani. Bobore e Totore potrebbero essere anche membri di un gruppo accademico di ballo locale: ballu tundu, passu torrau, dillu e così via. Anche in quell’ambito il costume locale, con tanto di berritta e spaccatroddia, fa la sua figura. Certo in quest’ambito Bobore e Totore hanno una partner designata, magari Gessica e Deborah, ragazze di rango e disilluse, vicine di casa, magari compagne di scuola, giovani donne pronte ad afferrare il mondo, pronte ad affrontare quell’universo dove per loro è una fregatura persino comandare, perché è un universo dove il loro potere è solo nominale. Sono compagni di vicinato Bobore e Totore, a vederli “in borghese” sembrerebbero due giovani qualunque, certo creature di provincia, come ce ne sono tantissime nelle periferie delle grandi città o negli immensi hinterland dormitori che le circondano.
Fuori da quella buccia sono esseri qualunque con quella tendenza, e parvenza, metrosexual, di sopracciglia rifatte, denti raddrizzatissimi e bianchissimi, di nuche rasate, di ciuffi scolpiti, di barbe dipinte, di petti depilatissimi, che hanno in molti, quasi tutti. Hanno qualche tatuaggio Bobore e Totore, niente di troppo vistoso, ma abbastanza da campeggiare nel chiaro della pelle idratata. Vanno in palestra regolarmente, perché ancora sono in quella fascia d’età dove le troppe birrette non hanno la meglio sull’addominale scolpito. Il maschio nuorese ha la tendenza ad irrobustirsi una volta messa su famiglia, proprio come buona parte dei maschi di questa terra. Il maschio nuorese ha la tendenza a vivere in clan di amici una volta messa su famiglia: rebotte, caccia, coro, tzilleri, calcetto. Il maschio nuorese esercita una tolleranza sociale direttamente proporzionale alla sua coscienza antropologica. Chi sa, chi capisce, chi mette in rapporto fatti, tollera. Persino col costume tradizionale addosso. Per gli altri lo stupore è solo uno scudo attraverso il quale glissare amabilmente. Lo scandalo alberga sempre nella mente di chi ignora per volontà specifica. Sapendo di voler ignorare. I nostri due eroi sono democratici, nel senso storico attuale del termine: progressisti, più socialdemocratici che comunisti. Di quelli cioè c he rendono paradossali le apparenti contrapposizioni tra destra e sinistra nel nostro deprimente Paese. Bobore e Totore dunque si amano, stanno insieme, con e senza costume, perciò è prevedibile che qualche volta, o più volte al giorno, si bacino, con trasporto come succede alle giovani coppie. Quale sarebbe la notizia?
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