Se il cuore degli azzurri batte a destra

Da Forza Italia a Fratelli d'Italia e Lega: tanti i cambi di casacca

Dall’azzurro Cavaliere al verde Padania. Il destino cromatico del centrodestra sembra segnare gli equilibri di forza all’interno della coalizione. Nell’isola Forza Italia continua la sua dissoluzione, la fuga dal partito di Berlusconi è diventata inarrestabile. In molti, tra consiglieri comunali e militanti, sono passati dal doppio petto blu alla camicia verde nei mesi passati.

Ma in queste settimane nell’isola dentro il centrodestra sembra esserci un terremoto silenzioso. Le amministrative hanno certificato che i candidati proposti dalla coalizione che governa l’isola non hanno fatto breccia nel cuore degli elettori. Il centrosinistra ha vinto tutti i ballottaggi, un segnale che non può essere sottovalutato. La crisi è certificata dallo spostamento verso destra di Andrea Lutzu, il sindaco di Oristano, che lascia Forza Italia per entrare con mezza giunta in Fratelli d’Italia, tutti convinti di essere approdati nel nuovo Pdl.

E Fdi che guida anche Cagliari, si trova ad avere un tesoretto di sindaci e allarga il suo consenso.Un passaggio che quasi non sorprende, perché le defezioni da Forza Italia vanno avanti da oltre un anno. Il consigliere regionale più votato, Antonello Peru, è andato via da Fi per approdare nel partito di Giovanni Toti: Cambiamo. Molti dei quadri della Lega sono transfughi di Forza Italia.


I Berlusconiani di stretta osservanza, tra i big del centrodestra, si contano sulle dita di una mano. Nizzi, Pittalis e Cappellacci, gli altri si mostrano tiepidi, e già pronti al trasloco ideologico verso formazioni più performanti. Perché Forza Italia è sempre più debole. La mancanza di un rinnovamento interno, l’eterna lotta dentro il partito nell’isola per aggiudicarsi la guida di Fi, hanno eroso la base elettorale. Il resto lo ha fatto la fascinazione del popolo della destra per il salvinismo.

La Lega ha cannibalizzato i resti degli azzurri. Il sovranismo egoista declinabile all’infinito di Salvini: “Prima i …” ha moltiplicato gli adepti leghisti, e il decisionismo verbale: “Il prezzo del latte lo portiamo a un euro in 48 ore” ha spostato gli equilibri di forza all’interno del centrodestra. La Lega ha fatto la parte del leone alle Regionali e il Psd’Az ha goduto dell’effetto traino dell’alleanza con il partito di Salvini.

Un’onda che sembra già essere passata. Le amministrative hanno fatto capire che l’effetto sovranismo è già svanito. E hanno fatto precipitare la Lega. A influire anche i risultati incerti della giunta regionale in temi chiave come la sanità e i trasporti. Assessorati in mano alla Lega. I pretoriani di Salvini nell’isola non hanno la stessa capacità di trascinare le masse del loro leader. E forse in questi mesi hanno portato avanti battaglie marginali in una terra affamata di lavoro e piegata dal coronavirus.

Il simbolo del flop comunicativo è tutto nell’assalto del coordinatore regionale Eugenio Zoffili alla banchina di Olbia per bloccare l’attracco della Alan Kurdi, carica di donne e bambini disperati. E il contrasto tra l’abito e i mocassini scamosciati e i bimbi scalzi e affamati è diventato un fantastico spot a tutti quelli che la Lega non la votano.

E forse anche il governatore Christian Solinas inizia a trovare un po’ soffocante l’alleanza fraterna con i leghisti di Sardegna. Con tutti gli assessorati chiave nelle mani dei salviniani e con la giunta in totale stallo. L’unico partito che sembra in ascesa è Fratelli d’Italia. Abbandonato il monolite Dio, onore, patria, l’anima destra del centrodestra ha una visione più pop della sua missione politica. Miscela sovranismo e nazionalismo, europeismo ed euroscetticismo, ammicca a Putin e Trump. Una miscela perfetta in un’era postideologica in cui i giovani di Fdi celebrano Che Guevara e i sardi hanno votato in massa la Lega che solo qualche anno prima era pronta a vendere l’isola per ripianare il deficit nazionale.


 

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