La mancia di Stato: dai condoni alla pioggia di bonus
Difficile non vedere un cortocircuito in un governo che dice di non pagare le tasse, o che combatte l’evasione a colpi di condono. Lo Stato ammiccante, quello che indica la scorciatoia, è stato per decenni la parte nera della luna, il colpo di spugna che catalizza i consensi.
Oggi la formula scelta dagli ultimi governi è quella dello Stato donatore. Una pioggia di bonus si abbatte sul cittadino medio. Soldi che scivolano via dalle tasche in un nanosecondo. Dagli 80 euro di Renzi, che ancora vengono erogati, in Italia si è moltiplicata la selva di bonus. E con il covid il bonus è diventato virale. E si può applicare su tutto, dai mobili agli elettrodomestici, dai 160 euro per i bebè agli 800 per le mamme. Ma ce ne è anche uno per il latte, 400 euro per le donne che non possono allattare, e uno per la baby sitter. Ma se proprio non si riesce a trovarla esiste anche un bonus per i nonni che tengono i nipoti.
C’è quello per comprare gli elettrodomestici, e quello per ristrutturare casa, per acquistare i mobili e per sistemare il giardino. Ma per orientarsi nell’offerta speciale del governo servirebbe un catalogo. Perché lo Stato regala denaro a chi deve cambiare la macchina, a chi compra la bici elettrica o il monopattino, prende un animale domestico. Una pioggia infinita di denaro che scivola dalle casse dello Stato dentro quelle dei cittadini, ma è un denaro effimero. Non cambia la condizione sociale di chi li riceve, somiglia più a una mancia di governo, che dà sollievo immediato.
Ma come una droga rende dipendenti. Finite le risorse finisce anche il sostegno. Ma la condizione economica di chi lo ha ricevuto resta la stessa. Ma forse per il politico che ha inventato il bonus l’unico effetto desiderato è quello che si ottiene nell’immediato: il gettone di consenso. Difficile però che l’operaio senza lavoro possa usufruire del sostegno per il giardino, per il monopattino o per cambiare i mobili. Sarebbe meglio che il governo investisse risorse per creare occupazione, non per curare gli effetti a breve termine della disoccupazione. Ma da tempo la politica del consenso ha smesso di parlare alla testa della gente, il consenso arriva dalla pancia.
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