La Nuova Sardegna

Ripresa economica, adesso la Regione aiuti sul serio

di LUCA ROJCH
Ripresa economica, adesso la Regione aiuti sul serio

3 MINUTI DI LETTURA





Inebriati dai soldi parlati del Piano nazionale di resilienza i sardi sognano la ripartenza su un missile fatto d’oro. Ma a leggere i numeri l’economia dell’isola, già gracile e arretrata, non è mai guarita dalla pandemia. Un’impresa su tre ha ridotto i dipendenti, le esportazioni sono diminuite del 40 per cento negli anni di covid. Il reddito pro capite nel 2020 è calato del 9,7 per cento, dato superiore alla media del Mezzogiorno. E il Pil per abitante nel 2019 era il 69% della media europea, dato che pone la Sardegna al 147esimo posto su 240 regioni dell’Ue. Numeri che da soli basterebbero a raccontare la necrosi del tessuto economico.  

Il covid ha desertificato l’isola che produce, sabbia in un motore che già girava lento. Anche l’unica industria che funziona in Sardegna, il turismo, è ripartita con poco vigore. Dopo un calo di arrivi e presenze di circa il 58% la ripresa c’è stata, ma la crescita globale dell’economia isolana è stata appena del 4,1% contro il 6,5% di quella italiana. E la Sardegna è sempre più lontana dal resto della penisola.

La crisi è strutturale e infrastrutturale. Le aziende sono troppo piccole e sottocapitalizzate, con un’endemica allergia al cooperativismo. Un sistema economico atomizzato che non crea le condizioni per una crescita. Ma ci sono anche i gap infrastrutturali a rendere questa corsa alla ripresa come una camminata sulle sabbie mobili.

Le strade che collegano l’isola mostrano tutta la loro insufficienza. I lavori per la Sassari-Olbia compiono 10 anni. Dovevano durare una manciata di mesi, godevano dei superpoteri dei commissari straordinari che dovevano completare le infrastrutture per il G8. Ma ancora la strada non è finita. Ma i simboli di una regione che va alla moviola sono tanti. I lavori per rifare un tratto di poche centinaia di metri sulla Olbia-Tempio non sono ancora terminati a nove anni dall’alluvione. La 131 è un cantiere infinito, con tratti di strada sbriciolati sotto le piogge e che ancora aspettano di essere ripristinati, come il tratto di Bonorva. L’elenco potrebbe diventare infinito.

Ma non esiste una mobilità alternativa. Le ferrovie sono il simbolo del gap infrastrutturale. La dorsale che va da Cagliari verso Sassari e Olbia è stata inaugurata tra il 1871 e il 1883. Dei 1038 chilometri di rete, 608 sono a scartamento ridotto. La Sardegna è l’unica regione in Italia a non avere una rete elettrificata. A luglio il ministro Enrico Giovannini aveva promesso 1,3 miliardi tra Pnrr e Fondo complementare destinati a ferrovie, porti, ciclovie, risorse idriche. Il ministro si era lanciato anche in immaginifici treni all’idrogeno che avrebbero dovuto volare, non si sa bene come, su binari che stanno là dalla fine dell’Ottocento.

In questo quadro di desolazione pensare a un’isola che magicamente riparte richiede mancanza di senso della realtà. Si guarda ai miliardi del Pnrr come una sorta di cassaforte da cui attingere risorse per cambiare il volto di una terra non competitiva. Ma il Pnrr ha una condizione essenziale: i fondi devono essere impegnati entro il 2026. Di fatto nelle richieste che la Regione doveva presentare al governo si potevano inserire solo i progetti già realizzati. In Sardegna ce ne erano due: quello per collegare l’aeroporto di Olbia con la città, e quello per modernizzare il tratto Cagliari-Decimomannu-Villamassargia. Davvero poco per pensare di dare una scossa. La giunta Solinas è rimasta spettatrice nella partita del Pnrr e non sembra avere nessuna idea programmatica. Incartata in una feroce e insaziabile battaglia per le poltrone e gli equilibri di maggioranza. Distratta davanti a un’isola che vive in emergenza.

Ma il fallimento della Sardegna davanti al tesoro mirabolante del Pnrr ha radici lontane. Nessuna giunta negli ultimi 25 anni ha investito in idee, in progetti, in visione, in strategia. Nei cassetti delle stanze del potere non c’è nulla, neanche i desideri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative