Il silenzio cinese sul caso Ucraina
Non c'è il sostegno a Putin nell'escalation contro la repubblica indipendente affacciata sul Mar Nero
La crisi Ucraina che tiene in apprensione le cancellerie dei paesi della Nato ha radici lontane e implicazione geopolitiche da decifrare. Gli avvenimenti degli ultimi anni hanno plasmato un mondo con tre superpotenze. I fatti accaduti in questo breve periodo, dalla pandemia fino alla guerra in Afghanistan, hanno fatto emergere le tre superpotenze militari con aspirazioni di egemonia globale, gli Stati Uniti, la Russia e la Cina. Da questa divisione trilaterale è nata una strana coppia formata dai presidenti russo Vladimir Putin e cinese Xi Jinping. Il collante che li unisce è soprattutto l'ossessione antiamericana e antioccidentale per cui i due paesi si sono autodefiniti come le uniche vere democrazie del mondo in contrapposizione al declinante e corrotto occidente.
La narrativa della propaganda russa e cinese miscela simili argomenti per i quali i due paesi sarebbero storicamente vittime di torti e soprusi subiti dall'occidente e reclamano in nome di una passata grandezza il loro giusto ruolo di grande potenza. Questi argomenti fanno parte dell'armamentario che alimenta l'identità nazionale e un nazionalismo in realtà poggiato su un senso di autoinflitta inferiorità che deve essere riscattata reclamando il rispetto dovuto e il potere di estendere la propria influenza ben oltre le frontiere. Cina e Russia si trovano specularmente ad affrontare questa ansia di riscatto considerando un paese indipendente come l'Ucraina o Taiwan come ovvie propaggini del proprio paese e all'interno della propria sfera di influenza esclusiva.
Gli Stati Uniti hanno nutrito per lungo tempo, come anche gli europei, l'illusione che stringere legami sempre più forti dal punto di vista economico con due paesi retti da governi autoritari avrebbe necessariamente portato a una progressiva apertura e liberalizzazione della loro società. È stata un'illusione prospettica dominata dal mercantilismo con il quale l'occidente si è illuso di cavalcare la tigre cinese. Il duro confronto con la Cina avviato dalla presidenza Trump ha portato le relazioni con gli Stati Uniti a un minimo storico. La crisi Ucraina tuttavia potrebbe cambiare questo scenario e Putin potrebbe aver calcolato male il supporto del suo nuovo e improbabile alleato.
La presenza di Putin all'apertura dei giochi olimpici di Pechino è stata tutt'altro che casuale e nelle dichiarazioni ufficiale è stato affermato che "non ci sono aree proibite di cooperazione". Assicuratesi le spalle Putin ha quindi aspettato la fine dei giochi olimpici per far partire la sua offensiva Ucraina accuratamente programmata da tempo. L'orso russo potrebbe però essere stato l'ennesima vittima della sottovalutazione delle capacità cinesi di condurre la propria politica estera con abilità e cinismo. All'interno del Politburo cinese c'è stata un'approfondita discussione sulla posizione da tenere e ha probabilmente prevalso la linea che ha individuato in questa crisi l'opportunità di un ravvicinamento con gli Stati Uniti. I cinesi sono pragmatici e molto attenti nel condurre gli affari, il confronto con la grande potenza occidentale ha raggiunto un livello che non è più conveniente per la Cina. Le tecnologie e i mercati occidentali sono necessari alla Cina come è anche vero il viceversa, il livello di integrazione economica è troppo profondo per essere reciso. Non è così con la Russia che ha una sola arma a disposizione quella delle risorse energetiche. Nel momento in cui si riducessero le entrate dovute a questa risorsa la già debole economia russa entrerebbe in seria difficoltà. Tra le tre superpotenze militari, due lo sono anche dal punto di vista economico, la Russia no, e nonostante la forza militare diverrebbe il vaso di coccio sacrificabile sull'altare degli interessi convergenti tra Stati Uniti e Cina.
I media cinesi mostrano con grande enfasi l'anniversario dei 50 anni della visita di Nixon in Cina, un evento che ha cambiato la storia. Il messaggio in stile cinese è chiaro, interpretarlo nel modo corretto può cambiare il corso degli eventi.
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