La Nuova Sardegna

I vaccini vera arma per battere il covid

Eugenia Tognotti
I vaccini vera arma per battere il covid

Due studi confermano l'efficacia complessiva dei sieri nella prevenzione di infezioni gravi - IL COMMENTO

3 MINUTI DI LETTURA





Soffiano, impetuosi, i venti di guerra. Ma, pur non occupando il centro della scena mediatica - nei giorni della pioggia di bombe su Kiev, alle porte di casa - non hanno perso d’attualità le discussioni sulla vaccinazione.

Sulle dosi di richiamo, su quali classi di età e categorie privilegiare, sui tempi. Non occorrerà attirare qui l’attenzione sull’importanza che rivestono, per i decisori politici e le autorità sanitarie impegnate nella gestione del COVID-19, gli studi sulla durata dell’immunità indotta dal vaccino. Ormai numerosi e ricchissimi di dati, col trascorrere dei mesi. Due studi pubblicati in questi giorni dalla prestigiosa rivista Lancet confermano l'efficacia complessiva dei vaccini nella prevenzione di infezioni gravi con conseguente ricovero in ospedale da Covid-19. Ma mostrano – e questo è il rovescio della medaglia- anche un sostanziale calo della protezione dopo sei mesi. Insomma, di quanto si abbassa la protezione offerta dal vaccino Covid-19 nel corso del tempo? A questa domanda risponde uno degli studi condotto da un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. In campo i dati di 24 studi sull'efficacia della vaccinazione pubblicati nel 2021, nel periodo compreso tra il 17 giugno e il 2 dicembre, prima cioè che la variante Omicron comparisse sulla scena. I vaccini analizzati sono stati i principali quattro sviluppati in Occidente: Pfizer, Moderna, J&J e AstraZeneca. Gli autori hanno combinato i dati, utilizzando lo strumentario statistico per stimare un cambiamento medio nell'efficacia del vaccino nel tempo. È emerso che, in media, l'efficacia del vaccino contro l'infezione da SARS-CoV-2 diminuisce di 21 punti percentuali da 1 mese a 6 mesi dopo la vaccinazione completa ( ma senza la dose di richiamo) tra le persone di tutte le età. In altre parole un vaccino che assicura il 90 per cento di protezione dalle infezioni a 1 mese, fornisce solo il 69 per cento di protezione a 6 mesi. Ancora.

Per la malattia sintomatica da Covid-19, l'efficacia del vaccino diminuisce di 24,9 punti percentuali nelle persone di tutte le età e di 32 punti percentuali nelle persone anziane. Ma per la malattia grave , l'efficacia del vaccino diminuisce, nello stesso intervallo di tempo, solo di 10 punti percentuali, con una lievissima flessione nelle fasce di età più avanzate. Si spinge, invece, oltre la fatidica soglia dei sei mesi, l’altro studio prodotto da Providence Research Network, uno dei più grandi sistemi sanitari degli Stati Uniti. che ha esaminato i dati di quasi 50.000 ricoveri ospedalieri tra aprile e novembre del 2021. I risultati confermano l'efficacia complessiva dei vaccini nella prevenzione di infezioni gravi e conseguente ospedalizzazione e mostrano un sostanziale calo della protezione dopo sei mesi, senza il booster. Il team di medici e scienziati richiama , con forza, la necessità di rafforzare tale protezione dopo 200 giorni, in particolare per i pazienti di età pari o superiore a 80 anni o con condizioni mediche specifiche che aumentano il rischio di infezioni gravi. Di più. Oltre a esaminare l'efficacia dei vaccini nel tempo, lo studio ha messo in fila i fattori associati alla ridotta efficacia del vaccino: l'età avanzata (over 80), comorbidità come cancro, trapianti, malattie renali croniche, ipertensione, tempo trascorso dalla vaccinazione e tipo di vaccino ricevuto. Riguardo a quest’ultimo , è emerso che il vaccino Moderna ha offerto la migliore protezione complessiva nel tempo considerato. Che dire? La scienza ci ha offerto e continua ad offrirci strumenti di conoscenza e armi protettive , per tutti, ma in particolare per gli individui più a rischio, a cui, ammoniscono i ricercatori occupati a raccogliere dati in tutto il mondo - si dovrebbe dare la priorità nelle dosi di richiamo – dopo 200 giorni - per rafforzare la protezione. L’alibi del ‘non sapere’ e l’effetto sorpresa non potrà essere invocato come all’inizio dell’emergenza sanitaria che ha inghiottito tante preziose vite.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Sardegna

Inferno di fuoco a Noragugume, in cenere mille ettari: le fiamme uccidono mucche, pecore e cavalli - VIDEO

L’allarme

Incendi in Sardegna, è strage di api: la paradura fra apicoltori commuove il web – LE FOTO

di Ilenia Mura
Le nostre iniziative