La guerra globale delle materie prime
Le risorse strategiche mondiali dopo la pandemia e il conflitto in Ucraina
Il processo di de-globalizzazione iniziato con la pandemia e amplificatosi con la guerra in Ucraina sta profondamente cambiando lo scenario mondiale e ridisegnando la mappa geopolitica nonché le rotte commerciali. La tanto vituperata globalizzazione garantiva attraverso un complesso intreccio di interessi incrociati che materie prime e prodotti potessero essere scambiati con relativa facilità seguendo le richieste del mercato.
In un mondo frammentato e conflittuale le catene della logistica sono in grande difficoltà e si è entrati in un terreno sconosciuto di instabilità, ora sì globale, e incertezza sulle forniture di beni e materie prime. Il problema più evidente è quello dell’energia. La dipendenza dell’Europa dalla Russia per il gas e il petrolio rende problematico l’approvvigionamento e quindi mette in crisi la produzione di energia nel continente europeo. Questo, tuttavia, non è che uno dei problemi che l’interruzione delle relazioni commerciali con i paesi produttori di materie prime sta provocando.
Le tecnologie che utilizziamo quotidianamente sono basate sull’utilizzo di materiali e materie prime che in realtà sono scarse, costose e di difficile reperimento. La transizione ecologica su cui l’Europa contava per ridurre l’inquinamento e l’impatto ambientale si basa sull’utilizzo estensivo di materie prime che non sono disponibili all’interno dell’Unione Europea. La Cina domina quasi completamente la catena delle forniture di batterie per i veicoli elettrici controllando l’80% delle materie prime e il 60% della produzione dei componenti. La Cina non solo possiede i principali giacimenti al mondo di materie prime che sono scarse, come le terre rare, ma attraverso un’attenta politica si è assicurata i diritti di sfruttamento in miniere di tutto il mondo dall’Africa al Sudamerica, fino al Myanmar e Indonesia.
L’altro grande paese che domina la produzione di minerali strategici è proprio la Russia. Il 20% del nichel di classe 1, che è estremamente puro, viene proprio dalla Russia. Il nichel con questo grado di purezza è fondamentale per la produzione di acciaio inossidabile e nelle batterie elettriche. La difficoltà di approvvigionamento del nichel ha fatto impennare i prezzi e reso difficile il suo reperimento. Un altro elemento che è divenuto difficile da trovare nel mercato è l’elio. Questo gas si ottiene come sottoprodotto dell’estrazione del gas e la Russia ne è ora il principale produttore. È un elemento non rinnovabile e fondamentale per la ricerca e la diagnostica medica; viene utilizzato per raffreddare i magneti delle risonanze e senza non solo è impossibile l’utilizzo delle apparecchiature ma si corre il rischio che i costosi magneti si danneggino in modo irreversibile.
Un altro elemento critico è il litio, sul quale si basa il funzionamento delle batterie. Il litio non è un elemento raro ma l’impennata della richiesta dovuta all’industria delle auto elettriche ha creato un eccesso di domanda e impennata dei prezzi; anche in questo caso la Cina è tra i principali produttori così come avviene per la grafite altro elemento critico per le batterie. I paesi industrializzati sembrerebbero quindi dipendere dalle forniture di materie prime da due grandi paesi, la Cina e la Russia, con i quali i rapporti politici sono entrati in una fase di conflitto come non accadeva dalla Seconda guerra mondiale.
Tuttavia, la globalizzazione ha prodotto un’interdipendenza difficile da districare. L’importazione da parte della Cina di semiconduttori , i circuiti integrati che rappresentano il cuore tecnologico di ogni dispositivo elettronico, ha visto nel 2021 una vera impennata, +23%, arrivando a 432 miliardi di dollari. Il controllo della produzione di semiconduttori è altamente strategico, anche perché da questi dipendono le armi supertecnologiche che purtroppo dominano gli scenari di guerra. Non solo nessun uomo è un’isola ma nessun paese isolato dal contesto internazionale può garantire benessere e progresso ai propri cittadini.
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