La Nuova Sardegna

Economia

Inflazione e 110, politiche per i ricchi

Luca Deidda
Inflazione e 110, politiche per i ricchi

L'economia distorta del nostro Paese

3 MINUTI DI LETTURA





Paladini di imprese e famiglie formato televendita. Vengano lor signori vengano, politiche per affrontare i problemi del Paese. Diffidare! Non ne abbiamo mai avuto tanti come in questa era dell’ “uno vale uno”. I paladini si indignano perché il governo non fa abbastanza! Meraviglia, considerato che molti di loro sono al governo da anni. Ma di quali imprese e quali famiglie parliamo, paladini? Le piccole imprese e le famiglie meno abbienti o quelle ricche? Le famiglie di oggi o di domani?

A precisarlo, casca l’asino. E di asineria parliamo perché, a voler essere benevoli, la vaghezza dei proclami dei paladini made in Italy fa rima con pochezza; quella di chi è spudoratamente incompetente. Si perché molte delle politiche invocate, promosse e implementate dai nostri, eroi dell’opposizione e contemporaneamente protagonisti nella stanza dei bottoni, non fanno gli interessi delle piccole imprese o delle famiglie più deboli. Né gli interessi delle famiglie e delle imprese di domani.

Primo feticcio dei paladini: Il 110%. Considerato che la nostra economia ha un deficit di bilancio, questa politica è finanziata almeno in parte con debito. Siamo di fronte a un trasferimento intergenerazionale di ricchezza. Dalle famiglie di domani, i giovani di oggi, che dovranno ripagare il debito e lo faranno attraverso le tasse, alle famiglie di oggi. E quali famiglie? Le più ricche ovviamente, che sono proprietarie di immobili e in particolare di immobili di pregio. L’impatto, da questo punto di vista è regressivo e contrario ai principi di uguaglianza sostanziale della nostra costituzione. Un sussidio dai più deboli ai più forti! Per non parlare degli effetti distorsivi. Aumento dei prezzi e quindi l’inflazione, che essendo equivalente a un’imposta proporzionale colpisce di più i ceti più deboli. Contemporaneamente è stata affossata la revisione del catasto, che non riflette il maggior valore acquisito dagli immobili “rifatti” grazie al 110%; altra iniquità.

Alcuni parlano dell’impatto della misura su Pil e occupazione. Un impatto c’è; ma con tutta probabilità si esaurirà nel lungo periodo perché la maggior spesa non produrrà significativi miglioramenti dell’efficienza produttiva nel comparto che ne ha beneficiato, quello edilizio. Zero effetti su crescita di lungo periodo. Non una opinione, ma un fatto, condiviso da chi ha studiato economia (Draghi, per esempio, che ha un Dottorato in Economia al MIT). Secondo feticcio: detrazioni fiscali incentivanti. Qui davvero c’è poco da dire: che ne beneficino più i redditi medio-alti che quelli bassi è una legge così robusta da essere incontrovertibile. Terzo feticcio: politiche sull’immigrazione. I paladini da governanti senza il badante hanno promosso e attuato una politica di difesa dall’immigrazione.

Per produrre ricchezza, pil, serve forza-lavoro. Servono giovani. L’Italia e l’Europa diventano paesi di vecchi. Senza immigrati siamo destinati a subire aumenti strutturali dei prezzi. I salari cresceranno data la scarsità di manodopera. L’immigrazione andava favorita trasformando il paese per renderlo attraente per i giovani del mondo. Quarto feticcio: lo scostamento di bilancio. Ovvero, la manna dal cielo. Un Paese che punta allo sviluppo sostenibile e inclusivo deve dotarsi di politiche fiscali che forniscano, in maniera quanto più possibile, assicurazioni contro rischi non assicurabili come quelli legati a pandemie e crisi internazionali. Ma occorre essere coscienti che questi meccanismi di assicurazione hanno un costo che scarichiamo sulle generazioni future.

Il modo per rendere sostenibile questo costo è rendere il Paese produttivo, capace di generare ricchezza che serva a ripagare l’assicurazione che lo stato offre ai suoi cittadini durante i periodi di “carestia”. Le politiche necessarie sono in tutti quei programmi di riforma previsti dal Pnrr; programmi che renderebbero il Paese più efficiente e competitivo e più attraente per le imprese e le famiglie di domani. Ma ai paladini di oggi quel domani non interessa, il loro domani è oggi, la rielezione.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative