La Nuova Sardegna

Leggi e limiti

Lo scarso rispetto della vita

Giampaolo Demuro
Lo scarso rispetto della vita

3 MINUTI DI LETTURA





Una precedenza non rispettata, un parcheggio conteso, una banale lite stradale, una vita che si perde. Un sorpasso azzardato, una guida spericolata, magari per festeggiare un avvenimento, un'altra auto o un muro, anche qui una vita, con le sue speranze e con i suoi progetti, che si spezza. Questo è un quadro non raro, per il quale si deve essere indotti a riflettere sul valore oggi della vita, della sproporzione tra le vicende ordinarie e le conseguenze dei nostri atti. Non pensiamo solo alle liti, ma riflettiamo anche sulle imprudenze, pure qui molto spesso alla guida, magari in stato di ubriachezza, che in primo luogo vedono come vittima lo stesso autore dell’imprudenza ma spesso spezzano altre vite: gli incidenti stradali sono in Italia la prima causa di morte per i giovani dai 15 ai 24 anni.

Di fronte alla banalità e all’imprudenza, il giurista osserva, valuta e il diritto interviene, con gli strumenti, poco malleabili, di cui dispone. Commettere un delitto per un motivo futile rappresenta per il codice penale una circostanza aggravante, per la maggiore riprovevolezza della condotta e per la pericolosità dell’autore: e si considera futile il motivo quando il fatto commesso è enormemente sproporzionato rispetto alla causa scatenante, alla molla che fa scattare il volere. Sono in aumento i delitti animati da motivi futili.

L’imprudenza, sulle strade ma anche nella sicurezza sul lavoro, è sanzionata più gravemente rispetto al passato: ma pensando alla controversa introduzione del severo trattamento dell’omicidio e delle lesioni stradali, ci troviamo di fronte al dato statistico per il quale l’unico anno in cui si è rilevato un calo significativo degli incidenti stradali è stato il 2020, quello della pandemia e delle relative limitazioni alla circolazione.

Giusto però che chi sbaglia paghi: per riaffermare l’autorità dello Stato, per retribuire l’autore per il fatto commesso, per esercitare un effetto di deterrenza in lui e in tutti e per rispetto delle vittime. Insieme arriva il momento delle valutazioni. Il diritto svolge il suo ruolo, ma la società cerca cause e vuole risposte. La premessa è nota e condivisa: i valori acquisiti durante il processo educativo e di socializzazione hanno un peso determinante nell’equilibrio psicologico. Decisivo il ruolo della famiglia e della scuola, che trasmettono i modelli culturali alle nuove generazioni: in particolare la scuola, che rappresenta il primo adattamento sociale, il contatto con un mondo più complesso, meno protettivo.Ci sono poi fattori dimenticati. La forza dell’esempio con il rispetto degli altri, che rappresenta il modo migliore per ottenerlo per sé stessi. E ancora una etica della reciprocità, che oggi vive nella forma negativa in cui l’altro è visto come il proprio limite, anziché in quella virtuosa dove chi ci sta di fronte può essere il nostro completamento.

Ma se dovesse prevalere la sfiducia verso le regole etiche, si sfrutti l’ingegno, con l’avanzamento tecnico per ridurre almeno i rischi delle condotte sconsiderate. Si sperimentano etilometri collegati all’accensione del veicolo, sta per divenire obbligatorio nelle nuove auto l’Isa (Intelligence speed assistance), una videocamera che valuta la velocità del conducente in relazione alle regole della strada percorsa, con avviso visivo e acustico e possibile depotenziamento del motore, e infine risulterà utile l’adozione dei tutor anche nelle strade statali.

Se per le nostre disattenzioni può intervenire la tecnologia, di fronte all’uccisione di un uomo per uno specchietto rotto, per una parola vivace, per una sigaretta rifiutata, per una lite condominiale, rimane solo la desolazione dello spirito di fronte alla (bassa) considerazione della vita, segno di tempi che solo noi possiamo riprovare e rifiutare, superando quel fatalismo sciatto e apatico che non può e non deve appartenerci.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative