La Nuova Sardegna

Il caso

Numero unico per le emergenze, più trasparenza se in gioco c’è la vita

di Roberto Petretto
foto mauro chessa* sala operativa soccorso 118
foto mauro chessa* sala operativa soccorso 118

L’avvio potrebbe essere più difficoltoso del previsto e di quanto annunciato

22 novembre 2022
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Abituarsi alla novità non sarà facile: quel numero è per tutti noi legato alle chiamate d’emergenza ai carabinieri. Da dicembre in poi, almeno in parte dell’isola, rappresenterà il nuovo numero delle emergenze, seguendo l’esempio di quanto sta avvenendo in tutta Europa. L’avvio potrebbe essere più difficoltoso del previsto e di quanto annunciato.

In questi ultimi giorni La Nuova Sardegna si è occupata, con diversi servizi, dei problemi legati a questa fase di avvio. La dirigenza dell’Areus ha comunicato, attraverso il proprio ufficio stampa, che la prossima settimana tutti i dubbi saranno chiariti nel corso di un incontro pubblico con i giornalisti.

Un chiarimento dovuto e forse anche tardivo. Il sistema della sanità in Sardegna è un palazzo con i vetri fumé: quello che avviene all’interno non si riesce a vedere bene. Il personale è tenuto a un riserbo strettissimo che manco la magistratura o i carabinieri, tutte le informazioni passano attraverso gli ottimi colleghi degli uffici stampa, che fanno bene il loro lavoro di comunicazione.

Ma a volte un rapporto diretto e tempestivo sarebbe auspicabile. Nella sanità sarda stanno avvenendo dei cambiamenti importanti: una riforma fortemente voluta dalla maggioranza che ha vinto le elezioni (e le ha vinte soprattutto grazie alle posizioni assunte sulla sanità) è in gran parte inattuata. L’Areus, l’Azienda regionale emergenza urgenza Sardegna , in questa situazione in divenire, ha un ruolo defilato, ma non per questo meno importante. La direttrice generale, Simonetta Cinzia Bettelini, arrivata in Sardegna su segnalazione della Lega, non ha mai avuto un rapporto facile con gli organi di informazione. Anzi, diciamo che è stata inavvicinabile. Forse l’estrazione nordista ed efficentista l’ha orientata più all’azione che alla comunicazione, ma in questa circostanza dell’avvio del sistema del numero unico 112 (così come per altre in passato), uno sforzo sarebbe stato apprezzabile e apprezzato. Non tanto come gesto di considerazione verso la stampa, quanto verso i cittadini che dovrebbero essere informati sulle cose che li riguardano direttamente, in modo tempestivo e non con i tempi e i modi decisi dai vertici dell’Azienda. Ma purtroppo le domande sono viste sempre più come un fastidio evitabile: nella campo della politica, della finanza, dello sport. Dietro lo scudo della comunicazione senza intermediazione ci si ripara in modo efficace. Soprattutto quando le domande riguardano (o, meglio, riguarderebbero) aspetti controversi, proteste, dubbi, ritardi. La riforma sanitaria e la riforma del numero unico avranno un impatto diretto sui cittadini-utenti-pazienti. I problemi non vanno nascosti, le novità vanno spiegate.

Perché una nomina alla guida di un’azienda sanitaria non è un passaporto diplomatico che protegge da critiche e obiezioni. Soprattutto non dovrebbe rappresentare una barriera alle domande.

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