Francia e Argentina: la sfida fra i due mondi del calcio
Eccoli di fronte nella sfida più affascinante. Leo Messi, il numero dieci più grande degli ultimi dieci anni, e Kiliam Mbappè il numero dieci più forte di questi dieci anni. La classe e la magia contro la potenza e la tecnica.
Eccoli di fronte, quindi. La classe e la magia del campione argentino contro la potenza e la tecnica del nuovo supereroe del pallone. Il primo che sogna l'impresa del suo mito, Diego Armando Maradona, di regalare la coppa al suo popolo che ha il calcio nelle vene, l'altro che vuole emulare il suo idolo Pelè e vincere due mondiali consecutivi da protagonista assoluto. Saranno loro a decidere chi vincerà. Solo uno dei due realizzerà il sogno.
Francia e Argentina fanno parte dell'aristocrazia del pallone: chi vince conquisterà il terzo trofeo mondiale. I biancocelesti ci sono riusciti nel 1978 e nel 1986, les Bleus si sono imposti nel 1998 e nel 2018. Non è solo la sfida tra due straordinari campioni, è anche lo scontro tra due filosofie diverse, tra due concezioni di vita differenti. Il fascino struggente del tango contro l'euforia collettiva del can can, la malinconia ammaliante di Gardel o la raffinata eleganza di Aznavour. Le parole profonde di Jorge Luis Borges o la poesia emozionante di Baudelaire, le distese indimenticabili della Patagonia o i paesaggi coinvolgenti di Provenza e Bretagna, la succulenta carne argentina o il profumo della baguette.
Chissà per chi tiferanno gli italiani: per i cugini vicini, talvolta perfidi ma sempre affettuosi, o per i cugini lontani, emigrati in una terra in cui la metà della popolazione è di origine italiana. Si può intuire invece per chi batterà il cuore di papa Francesco, tifoso del San Lorenzo, che si aspetta un regalo per il suo 86° compleanno di ieri.
Anche sul campo Argentina e Francia hanno modi diversi di inseguire il trionfo. L'Albiceleste si affida al suo capitano Messi, rappresentazione del bello del calcio. Leo è all'ultimo ballo, immagina il canto del cigno. E' arrivato al mondiale in condizioni strepitose, tutto ruota attorno a lui. Ma attenzione non è circondato soltanto da onesti artigiani del pallone, la squadra è cresciuta con il suo profeta, sono sbocciati i talenti purissimi di Alvarez e Fernandez, ci sono la solidità di De Paul e Molina e la garra di una difesa tradizionalmente sicura. E poi c'è la spinta di una terra, un popolo, una tifoseria che chiedono al calcio una gioia che allontana dai problemi di un paese alle prese con una crisi perenne.
La Francia ha più sicurezza, ha la leggerezza della forza riconosciuta e la serenità di chi sa di esserlo. Mbappè è una forza della natura, quando parte sembra Marcel Jacobs in una finale olimpica: inarrestabile. Non ha ancora 24 anni e stasera può mettersi al collo il secondo titolo mondiale. Se dovesse rallentare lui, la Francia ha un piano B. La squadra ha una qualità diffusa, campioni esperti e giovani già smaliziati. Può contare sulla personalità e la classe di un Griezmann cresciuto enormente nel corso del torneo, sulla concretezza di Giroud, sull'abilità nelle ripartenze di Hernandez e Rabiot.
La Francia sa soffrire, sa gestire i momenti down che capitano nelle partite, ma poi azzanna con una ferocia agonistica incredibile. E' una squadra moderna, multietnica, amata per questa sua poliedricità. Insomma ci sarà da divertirsi.Come dice Osvaldo Soriano, scrittore argentino che ha vissuto a lungo a Parigi: le storie di calcio sono risate e pianti, pene ed esaltazioni. Mentre Edoardo Galeano racconta che quando gli hanno chiesto come spiegherebbe a un bambino cos'è la felicità rispose: non glielo spiegherei, gli darei un pallone. Ecco il pallone cari Messi e Mbappè. Giocate.
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