Tadasuni Barracelli in rivolta contro l’amministrazione comunale
Il comandante: «Operazioni illegittime da parte del consiglio comunale. Parleremo col prefetto»
TADASUNI La compagnia barracellare è in rivolta per la decisione dell’amministrazione comunale di negare l’ingresso in organico ai nuovi componenti. Il rifiuto, opposto con una votazione a scrutinio segreto nella seduta di mercoledì, ha provocato la veemente protesta dei barracelli titolari, che hanno parlato apertamente di “atto illegittimo” e minacciato azioni legali dopo un preventivo confronto con il prefetto.
Gli agenti di pubblica sicurezza hanno contestato anche la modalità del voto sostenendo che per l’ammissione dei candidati la legge istitutiva dei corpi di polizia rurale non preveda il pronunciamento da parte del consiglio comunale bensì una semplice presa d’atto. Diverso parere ha dato il segretario comunale, che ha certificato la regolarità delle procedure. Il sindaco Pier Paolo Pisu ha poi esposto le ragioni del ricorso alle urne attribuendolo esplicitamente alla volontà di permettere all’organo collegiale di esercitare le sue funzioni in un clima quanto più possibile sereno. La scelta ha invece generato forti tensioni con i barracelli che hanno urlato allo scandalo. L’ex vicesindaco Luigi Atzori è stato l’unico dei 6 consiglieri presenti a schierarsi con la polizia rurale e dopo aver contestato l’esito della votazione e il modus operandi della maggioranza ha abbandonato i lavori facendo decadere il numero legale.
A quel punto è stato interrotto lo spoglio, che riprenderà nella riunione odierna con i risultati relativi agli ultimi 4 candidati degli otto complessivi. La decisione dell’aula è arrivata al culmine di una crisi interna alla compagnia che ha avuto ripercussioni anche sui rapporti con il Comune, che per quasi un anno aveva tentato di ricucire le divisioni senza riuscirci. Il mese scorso le frizioni sono sfociate nelle dimissioni del capitano Pasqualino Flore, peraltro sempre appoggiato dall’amministrazione. La rinuncia del comandante non ha comunque riportato il sereno tra il Comune e la compagnia. «illegittimo ciò che ha fatto il consiglio, considerato anche il fatto che tutti i candidati possedevano i requisiti. In questo modo l’amministrazione affossa la compagnia – ha dichiarato il tenente Angelo Atzori, alla guida della polizia rurale –. Circa un mese fa siamo rimasti in 9 e per regolamento non si può operare con meno di dieci elementi. L’adesione di 8 volontari ci avrebbe permesso di riprendere l’attività invece ci viene impedito. Restano scoperti i servizi di controllo del territorio e di antincendio e questo nonostante il sindaco abbia firmato la convenzione con la Regione una settimana fa.
Sono atteggiamenti contradditori e incomprensibili, ci rivolgeremo al prefetto. Noi siamo sempre disponibili a risolvere le cose in maniera amichevole ma se saremo costretti presenteremo un esposto alla Procura – ha avvertito Angelo Atzori –.
Da un semplice calcolo dei voti è apparsa chiara anche la posizione della minoranza. «La compagnia barracellare è da tempo alle prese con problemi interni e non può aspettarsi che siano la maggioranza o il consiglio a risolverli. Tantomeno può farlo l’opposizione, che non ha i numeri. Il nodo della questione, inoltre, non è l’ingresso di nuovi componenti. La loro ammissione sarebbe un passo successivo, ma prima di compierlo è necessario sanare i motivi della crisi, e questo può farlo solo la compagnia». lLo ha detto il capogruppo Livio Deligia.
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